
“Mia cara Tina, sono un cattivo, lo debbo ammettere, ma tale cattiveria non è mai animata dal proposito di dare un dispiacere a te e alla tua famiglia.
Capisco che il mio modo di fare non ti renda contenta, ma spero tu vorrai perdonarmi e compatirmi.
Tuo per sempre Tonino”
Tina aveva letto quelle parole per settimane, da quando aveva ricevuto quella concisa lettera dal suo amato, nella quale era anche annunciata la sua imminente partenza.
Si, Tonino sarebbe andato a lavorare in un’altra città; aveva vinto un concorso e finalmente avrebbe potuto insegnare, così come aveva sempre desiderato.
A dire il vero della sua partenza Tonino gliene aveva già parlato mesi prima, quando le aveva chiesto di andare con lui.
E Tina aveva sognato sulla questione e si era attivata per sistemare ogni cosa.
Si sarebbe licenziata dal lavoro; per Tonino questo ed altro
Avrebbe trovato qualcos’altro da fare una volta trasferitasi.
Poi però, circa un mese fa, era arrivata quella lettera e, come si usava fare a quei tempi, non era stata consegnata chiusa nelle mani di Tina.
Sua madre l’aveva letta prima di lei, per tutelarla e nel caso l’avesse ritenuta inadeguata l’avrebbe stracciata.
Gliela consegno’ invece, ma a malincuore, puntualizzando di non essere affatto contenta di tutta la situazione.
Le rammentava che quel giovanotto non era poi così serio ed era avvezzo a
circondarsi di ragazze e, anche se lui accampava svariate giustificazioni, affermando di non poter fare a meno di dare aiuto a chi era in difficoltà e essendo un gentiluomo, non poteva certo tirarsi indietro a maggior ragione quando una tale richiesta gli veniva fatta da una donna, le proibì tassativamente di seguirlo.
Tina pianse di rabbia e poi di disperazione; dopodiché si asciugò le lacrime.
Adesso Tina ripensava a quelle parole scritte dal suo Tonino; adesso che era sollevata a venti centimetri da terra di fronte al finestrino di un treno.
Ripensava a quelle parole mentre il suo Tonino stava partendo e, spenzolandosi da quel finestrino , la baciava con passione.
Adesso Tina sentiva di poterlo perdonare e compatire; adesso mentre lo salutava e gli comunicava che lo avrebbe raggiunto appena sistemate le cose.
di SIlvia Taccagni

Rispondi