WEN – FUOCO – Viaggio nel Mediterraneo – Carlo Menzinger

Il rosso cavallo di fuoco galoppa

tra i minareti incandescenti

vibranti dalle rampe consunte

verso cieli istoriati

di lussuose alcove

e l’acqua gorgheggia tra i ghirigori arabeschi

e gli zoccoli d’ardesia calpestano tappeti

come prati infiorati di sogni

dove la luce s’insinua

poco alla volta

dove ti guardo

e non capisco

né te né tantomeno me

o il resto

e il popolo di bianco ondeggia al ritmo

e applaude

e applaude il nostro arrivo anonimo

in una vacanza artificiale

e la nostra partenza rituale.

Ma il rosso cavallo di fuoco galoppa

però non è lui che traina la nostra carrozza

tra i vicoli pallidissimi

dei quartieri ebraici

né sul piatto tavoliere azzurro

che è il mare

ed è il cielo

ed è entrambi quando non è lago.

E un mago solleva spruzzi

nascosto nel prorompere delle cascate

e i figli di Maometto

da est e da ovest

da Mostar e dall’Alhambra

da Pitvice e da Cordova

cavalcando velati

come fantasmi antichi

si ricongiungono nelle praterie della mia memoria

confusa viaggiatrice

che le redini non regge

al rosso cavallo di fuoco

e per non cadere t’abbraccio

e tu mi gridi che sono lontano

e il cavallo galoppa

scalpitando sull‘acciottolato

e io non sento

e nelle stanze d’estate

l’inverno soffia dai muri

su di noi

ma non è il regno degli inferi che spira

o forse…

t’amo o vorrei

non t’amo o non vorrei

e il toro sanguinante s’avventa:

il suo killer lo scansa

il popolo esulta

il toro barcolla e si piega

minaccia la terra

il suo killer balletta.

Il toro cerca vendetta

al suo destino di morte:

s’avventa più forte

la spada procede

nel collo e nel cuore

nell’anima e nel dolore:

stupisce statuario.

Il tempo si ferma.

Barcolla

si piega in avanti

vomita sangue

e rende l’anima a Dio

e il suo corpo alla folla.

Sbatte il ballerino i piedi

percuote la pedana sonante

è la danza; è la danza

e chilometri di foreste

accanto al mare immoto

e strade che precipitano sul fondo

e ore e ore di cammino

e il rosso cavallo sbuffa fumo dalle narici

e l’Europa si stringe da sud

il Colosseo si stritola piano

e svapora in un sogno

popolato di tristi fantasmi

che cantano e battono le mani

e ballano e ridono a perdifiato

e cercan moglie o marito:

mi mescolo a loro

ma non capisco

né loro né tantomeno me

o te

o il resto.

Roma 06/09/1985

Versi tratti da “Schiavi part-time” di Carlo Menzinger di Preussenthal

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