Sussurrano i soldati all’alba,
consunti da veglie interminabili,
marciando su terre bruciate.
Vanno, ma ignorano la meta,
tra smarrimento, croci e l’eco
testardo della patria lontana.
Ansimano, guerrieri senza nome,
reclusi da sbarre invisibili,
avanzando, senza tregua,
spinti da fiamme che divorano
e dal feroce desiderio di tornare.
Procedono a passi spezzati,
braccati da un’ombra muta
che li incalza, prede promesse.
Sull’orlo di un tempo breve,
i loro cuori battono all’unisono
tra colpe che mordono il fiato
e lacrime d’obbedienza, sperando,
ad ogni passo, redenzione.
Sognano la fine, il ritorno, l’oblio,
ma la guerra rimane nella carne
e incisa nell’anima, senza requie.
Maria Riva


Rispondi