WEN – INCUBO – Lo strano caso dell’ispettore Norse – Roberto Becattini

Il meticoloso ispettore Norse, giunto sul luogo del delitto (o del derelitto?) ha appena ravvisato le sue stesse fattezze nel cadavere che giace al centro del salotto e cerca di nascondere il suo imbarazzo, sebbene nessuno possa accorgersene. Il movente è chiaro, si sa come vanno queste cose: l’uggia iniziale si muta in fastidio, poi in ostilità, fino a lambire i sobborghi dell’odio verso se stessi. La vittima amava insultarsi per ore, dandosi finanche dell’eclettico. Gli eclettici non li vuole nessuno. Nella vita bisogna essere fanatici o innamorati o entrambe le cose, altrimenti si è costretti ad amministrare la solitudine.

Qualcuno bussa alla porta, ma con calma. Gli comunicano che sono venuti a prenderlo. È una liberazione: Norse sa che lo attende la pena capitale (che per fortuna non è la città di Roma) e va ad aprire. I gendarmi gli confermano la punizione, che per lui è un premio. Ascolta senza interloquire con una punta di acre divertimento. Mentre viene scortato sotto un sole chiassosamente estivo, l’uomo è di buon umore, collaborativo. È contento di essersi sottratto alla rugosa e vizza agonia di una vecchiaia in cattività. I suoi amici, in gran parte tracotanti malavitosi, sono marciti in carcere per i crimini più abbietti: furto di comete, pornografia dello sviluppo personale e quant’altro, inteso come abuso del termine “quant’altro”. E poi nessuna prigione è mai entrata in un libro di Storia dell’Arte. Ora sta davanti a un muro, vecchio e scrostato, forse per le precedenti fucilazioni. Il plotone d’esecuzione, curiosamente formato da sole donne, però non si cura affatto della sua presenza. Sono in sciopero, stanno protestando per il mancato rinnovo del contratto nazionale collettivo, a loro dire improcrastinabile vista la galoppante inflazione. Con inchini fin troppo cerimoniosi, i gendarmi si scusano per il contrattempo e gli offrono una sedia e un paio di giornali, che Norse rifiuta, considerandoli depositi di inesattezze. Il plotone intanto è impegnato in un’assemblea per presentare le proprie istanze ed eleggere un nuovo rappresentante sindacale. Verso sera i gendarmi tornano spingendo un letto a rotelle su cui spicca ripiegato un pigiamone a righe verdi. Gli spiegano che l’esecuzione è rimandata a domani, e di notte c’è una discreta escursione termica. Loro resteranno a sorvegliarlo. La vertenza potrebbe andare avanti a lungo. Norse, già rassegnato, si infila sotto le coperte, sperando di non fare incubi, gli basta quello che sta vivendo.

di Roberto Becattini

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