WEN – INCUBO – Non tornerai – Daniele Ambrosini

Non tornerai, non si ripeterà 

la bella somiglianza alla natura, 

a tutto ciò che spunta e se ne va, 

a tutto ciò che cresce e s’infutura;  

non serve più quel fràgile sperare 

esangue come fiore inaridito,  

già ti ha travolta il furibondo mare 

dell’odio cieco al mondo sbigottito;  

sei l’aquilotto che non fa ritorno 

che s’è tenuto un lembo del mio cuore, 

il sole che non s’alza a darci il giorno 

e che ci lascia in ombra e nel timore,  

la fronda illeggiadrita ora sfogliata, 

il rivo fresco, azzurro, inabissato, 

sei stata la natura che ho più amata, 

un giorno breve e sempre illuminato;  

sento attenuàr le insanie di  Caìno 

e la pietà ai folli si concede, 

non interessa il crudo tuo destino 

più non si pensa alla tua ignota sede;  

“Caìno torni ad una vita nuova 

troppi i dolori che l’hanno perverso!” 

Ma nessun tempo per te si rinnova, 

la gioia è un lume per sempre disperso.

                                             di Daniele Ambrosini

Rispondi