
Ho parlato ad un gatto per strada
Solo, randagio, malato
Cercava invano conforto
Al pallido sole d’inverno.
Ho risposto dapprima per gioco
Al suo miagolio
Ma poi ho compreso
Il suo lamento.
“O tu che sei umano
e che, come tale,
tutto sai e tutto puoi,
perché io debbo tanto soffrire?”
Ho sentito in quel lamento
il grido rassegnato
dei poveri, degli emarginati,
dei malati di cancro.
“Sono un umano,
ma nulla io posso
e nulla so io.
Non ti so spiegare
il perché del dolore,
che tutti accomuna
bestie ed umani.”
Ho cercato, con la mano protesa
Di posare una carezza
Su quel dorso spelacchiato.
Ma quel gatto randagio
Pur solo e malato,
diffidente si è allontanato.
Brunetto Magaldi

Rispondi