
«… e quindi mi stai dicendo che hai il blocco dello scrittore a due giorni dal lancio del piano pubblicitario, ora quando le maggiori testate della stampa nazionale ci hanno offerto lo spazio migliore, quando…»
«Sì lo so, capisco, ma non ce la faccio ho aperto un file ho scritto tre righe e poi ho dovuto lasciare perdere.»
«No, non ti rendi conto di quanto sia catastrofico: è il momento sbagliato, ho già interessato alcuni pubblicitari famosi, andrà lo spot anche in televisione, nella fascia più gettonata, sui programmi culturali più seguiti; un crack finanziario ecco cosa mi stai facendo!!»
«Il mio personaggio non ha motivo di esistere, non più, non oggi, con tutto quello che succede là fuori io non trovo la giustificazione di inventare una nuova avventura perché non ha senso, è tutto inventato, sì in qualche modo riporta alcune delle piaghe che affliggono la società, ma non posso… non posso ignorare le persone afflitte dalla guerra, i bambini costretti a lavorare nelle montagne di immondizie.. io..»
«Ma che stai dicendo: il tuo personaggio è un agente speciale simpatico che combina pasticci, ma alla fine porta a casa la sua bella missioncina, ai lettori piace e tu devi scrivere un seguito, abbiamo stipulato un contratto ricordi?»
«Oh sì, come dimenticare l’onore che mi hai offerto: se superavo le cento copie vendute mi avresti fatto un contratto a tempo indeterminato accettando per buono qualsiasi altro mio scritto e di questo ti ringrazio, ma è un momentaccio, mi sento giù, avvilita, stanca e le parole non vengono, l’azione non parte.»
«Aspetta, non gettare la spugna subito, fammi spiegare come stanno le cose, se ti fermi per me sarà una perdita economica enorme, non credi che meriterei qualcosa anche io, un piccolo sforzo per me, ti prego!»
«… non ci riesco!»
«Chiamo la segretaria e ti faccio portare la posta che è arrivata alla redazione: non sai quanti scrivono chiedendo quando uscirà il seguito, capisci c’è una folla che aspetta!!»
«Il mondo reale, quello là fuori è terribile: i giovani non riescono a socializzare tra loro e si ammazzano per motivi assurdi, le ragazze non sono libere di uscire che qualcuno le droga per abusale di loro, popoli interi soffrono i soprusi di governi tiranni, corruzione e delinquenza sono ovunque, senza parlare dei femminicidi… tutte situazioni drammatiche che bloccano il mio pensiero, forse dovrei sforzarmi di più, ma ogni notizia che arriva dal mondo reale mi mette davanti alla domanda a che serve un thriller, un giallo che senso ha oggi un romanzo che non parli dell’afflizione attuale che opprime le persone?»
«Oh ora capisco il tuo problema: percepisci i dolori degli altri e li fai tuoi! – Al lettore non piace quello che scrivi: piace quello che legge ed è ben diverso, ne vedi il senso?»
«No, mi sembra la solita cosa!»
«Tutte queste angosce, le guerre esistono è vero, ma tu devi essere razionale, vedere solo una cosa quadrata, semplice, la soluzione dei tuoi guai (e i miei), il tuo dovere è scrivere perché i lettori hanno bisogno di tuffarsi in una realtà diversa, di vivere le avventure di un agente speciale, che prende un po’ di cazzotti, è quello che lo rende popolare, non è un super eroe, viene ferito, soffre il freddo, ma poi la sorte gli è favorevole e porta a casa la pelle e la missione, la giustizia trionfa grazie anche alle sue costole rotte; pensa a chi vive nello stress delle disgrazie che la vita gli mette davanti, non ha forse diritto di evadere un paio d’ore al giorno accanto al tuo personaggio?»
«Razionale eh? Non l’avevo mai osservato da quel punto di vista, posso essere io a portare un po’ di sollievo a chi soffre, nel modo che so fare: scrivere!»
«Esatto razionale come il tuo personaggio e la mia progettazione di lancio!»
Milena Beltrandi

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