
È un bel pomeriggio di dicembre, rigido ma soleggiato, e Alauda con Bruno procede in automobile verso il teatro, sede del concorso letterario, a cui entrambi si sono iscritti, rientrando al termine nella rosa dei finalisti.
“Ti mostrerò l’esterno dell’edificio che è ancora chiuso –così la donna si rivolge al suo compagno di viaggio- poi andremo alla pompa di benzina per far rifornimento: la mia Up! ha sete; quindi faremo un giro per il paese e torneremo al concorso giusto in tempo per l’inizio dell’evento.”
Bruno annuisce e l’auto svolta in una strada a senso unico, proseguendo fino all’ingresso del politeama; a questo punto l’Up! rallenta leggermente affiancando una Renault Captur bianca; s’ode in quell’istante un botto e Alauda e Bruno sobbalzano stupiti, chiedendosi cosa mai sia stato; quindi, poiché non notano niente di anomalo, proseguono verso la stazione di rifornimento, dove Alauda fa benzina.
Mentre la pompa è in azione, le si accosta un uomo poco più che trentenne, il quale, sceso dalla sua Renault Captur bianca, le dice:
“Signora, lei in via Santelli ha danneggiato il mio specchietto retrovisore sinistro e ha tirato dritto per la sua strada!” Alauda mortificata:
“Mi dispiace, ho sentito uno scoppio, ma non mi è parso che vi fosse un danno né a persone né a cose, per questo non mi sono fermata. Parcheggi in quel piazzale e ne riparliamo.”
Finito il rifornimento di benzina, anche Alauda porta la propria vettura nella zona di sosta indicata; Bruno scende rimanendo vicino allo sportello anteriore destro dell’Up!, a cui s’avvicina il guidatore della Renault Captur;
“Ecco il segno dell’impatto!” dice quest’ultimo, indicando una graffiatura sulla fiancata destra dell’auto;
“No, è molto più in alto del suo specchietto retrovisore -replica Alauda sopraggiunta nel frattempo- questo segno mi fu fatto l’anno scorso in un parcheggio e ancora non so chi ringraziare.” L’uomo, rientrando nella propria auto al posto di guida, esclama indignato:
“Eh sì, ne accadono di queste cose… Brutta gente… disonesta… questo mondo ne è pieno!”, poi rivolto ad Alauda aggiunge, allungando la mano sinistra a indicare il proprio retrovisore sciupato:
“È stata una bella botta… Ecco, vede il danno? Specchio rotto e base destabilizzata.”
Alauda pensa:
“Come mai il mio specchietto non s’è mosso di un millimetro e non ha nemmeno un graffio? E cosa ci fa sul sedile anteriore destro di quest’auto un pacchetto aperto di bòtti d’artificio con un accendino accanto?”, poi calma così si rivolge all’altro:
“Io prenderò la mia polizza assicurativa, le darò i miei dati e lei mi fornirà i suoi e quelli della sua assicurazione.” L’uomo fa sventolare per un secondo davanti ad Alauda un foglio, che assomiglia a una polizza assicurativa e che prontamente nasconde nel fondo del porta-documenti dell’auto, dopo di che egli digita i tasti del proprio cellulare, sul cui schermo appare la foto di uno specchietto retrovisore nuovo col suo prezzo di vendita: € 179,99; a questo punto l’uomo dice:
“Per venirle incontro, visto che lei è una signora, farò riparare lo specchietto da un mio amico carrozziere, che recupererà il pezzo da uno sfascia-carrozze: io riavrò l’auto a posto e lei risparmierà l’aumento dell’assicurazione; per € 70,00 ne vale la pena, che ne dice?”, ma Alauda:
“In caso d’incidente io agisco sempre tramite assicurazione… ha una penna?” e l’altro:
“No, non ce l’ho… lei ce l’ha… 50 euro?” e Alauda:
“Le ripeto che io regolo gli incidenti solo tramite assicurazione. Per la penna possiamo fermarci a un bar, qui vicino, a due passi… accanto alla stazione dei carabinieri… su venga!”; allora l’uomo, mettendo fulmineo in moto il motore e ingranando la prima marcia, esclama :
“Addio bella, vai tu… a quel paese… con tutti i carabinieri, maresciallo compreso!!!” e lesto sgommando s’allontana.
Bruno s’avvicina ad Alauda ed entrambi, commentando l’episodio, rimontano in auto e vanno al concorso.
Alla fine dell’evento… Bruno ha vinto il primo premio!!!
Alauda gli va incontro:
“Complimenti Bruno… primo tra tutti noi… sei eccezionale!” e lui:
“Sono felice per questo mio successo, ma mi dispiace per te che non hai ricevuto nessun premio.” Allora lei sorridendo:
“Invece questo è stato un giorno felice anche per me… innanzitutto ho assodato che il primo efficace antidoto al subire un imbroglio è la legalità… lo so: è un’ovvietà… ma troppo spesso ce ne dimentichiamo… inoltre… non so se ne sei al corrente… il mio nome, Alauda, significa “allodola” e anch’io ho avuto oggi un mio personale successo… osservando indizi e usando la logica, con mente lucida mi sono sbrogliata da una situazione, ove potevo finire impaniata…raggirata… invece è stato l’impostore a fuggire… quello che mi voleva truffare… col suo specchietto per allodole!”
di MITI alias MIriam TIcci

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