Se glielo avessero raccontato non l’avrebbe creduto, ma aveva visto con i suoi occhi il marito che entrava in un alberghetto abbracciato a quella che considerava la sua migliore amica. Era qualcosa che avevano programmato. Il traditore, infatti, le aveva detto che sarebbe tornato tardi per motivi di lavoro!
Appena arrivata a casa, chiuse la porta e gridò tutte le ingiurie che aveva in repertorio, fino a farsi male alla gola. Allora tacque e andò a rileggere, nella Satira VI di Giovenale, gli esametri che descrivono le prodezze di Messalina, per recitarli alla prima occasione e insultare elegantemente colei… Invece si rese conto che il poeta le suggeriva il modo di comportarsi per umiliare chi aveva rotto il patto reciproco di fedeltà. Quando fu sicura di ricordare bene i versi, andò in camera, si spogliò completamente e si mise nuda sul letto. Non aveva polvere d’oro per colorare i capezzoli come Messalina, ma pazienza: li carezzò delicatamente e immaginò che sdraiato vicino a lei ci fosse un robusto gladiatore, pronto a stringerla in un amplesso violento e selvaggio. Il corpo rispondeva alla fantasia con brividi di piacere, che la sorprendevano. Dopo il gladiatore creò nella mente altri amanti, tutti giovani, belli, atletici e muscolosi:
continueque iacens cunctorum absorbuit ictus
Rifletté che, se provava piacere solo a pensarli, molto di più ne avrebbe provato se fossero stati reali. Addio casta sposa, come avrebbe detto il Manzoni!

A notte inoltrata si addormentò. La svegliò proprio il fedifrago, che era rientrato senza far rumore, ma a vederla nuda e in una posa piuttosto lasciva aveva sentito risvegliarsi il desiderio di lei. E lei non si sottrasse, non si rifiutò, gli attribuì le sembianze del gladiatore e seppe di tradirlo mentre giaceva con lui. Una bella soddisfazione! Alla fine, mentre il marito si addormentava, recitò a bassa voce:
…adhuc ardens rigidae tentigene vulvae
et lassata viris necdum satiata recessit
Così si sentiva, proprio come Messalina quando tornava dal lupanare. Sempre a bassa voce disse al dormiente:
“Con il tuo tradimento mi hai fatto scoprire la vertigine del piacere. Presto ci lasceremo, ma intanto voglio umiliarti più che posso. L’amore? È finito e non mi voglio innamorare mai più. Amore è affetto, cura, condivisione, rispetto e chi più ne ha più ne metta: è una bella fregatura. Ho scoperto il piacere e ne voglio provare ancora, ancora e ancora. Viva Messalina, maestra di vita.”
di Terza Agnoletti

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