
Chi me lo fa fare? Di pagare un professionista?
Guarda qui! Troppo forte questa.
Mimmo clicca sulla foto, in un battito di ciglia si apre la pagina del download che la deposita nel PC.
Lui la apre.
Fantastica! Proprio quella che ci voleva.
È rientrato trafelato dal lavoro, salutando a stento una compagna dalla pazienza coriacea.
L’entusiasmo guida le sue dita che volano sulla tastiera: aprono, ingrandiscono, scartano o scaricano.
Adesso ce ne sono abbastanza, scegliamo quella più adatta.
Mimmo osserva le anteprime di foto e disegni nella cartella, scorrendo su e giù con il mouse.
Le pupille dilatate si illuminano. «Questa è perfetta!»
La apre sul visualizzatore e in pochi minuti si compie una magia impensabile qualche anno addietro: in pochi clic lo sfondo svanisce assieme agli oggetti superflui.
Controlla che l’insieme vada bene, poi salva l’illustrazione modificata in un’altra cartella.
Apre il programma on line gratuito e ce la carica sopra.
«Allora? Come andiamo?»
«Oh, Carlo! Ti ha aperto mia moglie?»
«Sì.»
«Sono così preso che non ho sentito il campanello. Dai siediti, che mi fai venire il torcicollo.»
Carlo butta il giubbotto sulla spalliera e si accomoda accanto all’amico, gli occhi vanno al video. «Straordinaria! Come hai fatto?»
Lui arriccia le labbra in un sogghigno malizioso. «Tranquillo, per il tuo diletto dopo ripeterò il sortilegio.» Poi torna serio. «Vedi qui? Ho lasciato il bordo sfumato, in basso, così fa da “ombra”.»
L’altro annuisce, osserva ammutolito l’immagine fluttuare sul monitor agganciata al puntatore.
«Dove ti sembra meglio? Qui o più giù?» chiede Mimmo.
Carlo socchiude gli occhi, trattiene il fiato. «Fermo! Lasciala lì! Leggermente più centrata, così è perfetta!» La città, dalle metalliche linee futuristiche, adesso si erge sullo sfondo di un mondo alieno, tra pianure sfumate di violetto e montagne dalle aguzze cime bluastre. Nel cielo stellato, un paio di satelliti ribadiscono una realtà extraterrestre.
Mimmo annuisce. «Salviamo questa versione. Poi iniziamo a posizionare il titolo e i nostri nomi.» Carlo è attonito, scuote la testa. «Ha dell’incredibile. Nel giro di poco abbiamo la copertina del nostro libro di fantascienza. Gratis.» Si prende la radice del naso tra pollice e indice. «Siamo davvero sicuri che sia tutto legale?»
Mimmo sbuffa, non ne può più di tornare sull’argomento. «Dimostrazioni ne hai avute: le immagini sono libere da royalty e di programmi open source ce ne sono diversi in rete.»
La faccia perplessa dell’amico lo blocca, stacca le mani dalla tastiera e si tira indietro. «Forza, sputa il rospo.»
«Ripenso ai preventivi degli illustratori: siamo dei ladri noi o ci siamo imbattuti in gente fuori mercato? Non me lo spiego.»
Mimmo sospira e torna al PC, riapre la copertina appena realizzata.
«Avvicinati.»
L’altro obbedisce.
«Il professionista avrebbe realizzato questo disegno da zero.» Un tocco alla rotellina del mouse e la foto s’ingrandisce fino a occupare il video per intero. «Se aguzzi lo sguardo si nota che la “città” pare “galleggiare” sopra la pianura. Un vero disegnatore, che la guardasse con occhio critico, troverebbe di certo altre incongruenze, tipo le proporzioni non proprio indovinate, ombreggiature che non quadrano ecc.» Si gira e fissa Carlo negli occhi. «Parliamoci chiaro: il nostro è un libro auto pubblicato, non ci conviene spendere centinaia di euro per la copertina.»
L’altro rimane perplesso anche se con la testa annuisce lentamente. «Certo, ci mancherebbe. È che dietro questo software c’è gente che ci ha lavorato dei mesi per realizzarlo, perché darlo via gratis?»
«Per testarlo. Una volta finito il ciclo, diventerà a pagamento.»
«Quindi, in un modo o in un altro, facciamo il lavoro al posto di altri.»
«In pratica, sì. Siamo i nuovi lavoratori inconsapevoli. La vanità ci spinge a fregiarci di titoli fatui: scrittori, web designer “emergenti”. In realtà saranno altri a guadagnare dai nostri sforzi. Ora ti è chiaro il concetto?»
«Lampante, tanto che adesso è il mio ego a sentirsi un pochino raggirato.»
Laura Gronchi

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