Non chiama.
Succede sempre così, dicono che chiamano e poi niente.
Fammi vedere l’ora. Be’ forse è ancora presto, lui a quest’ora può non essersi ancora alzato. Sì, ma se fossi io mi sarei alzata per tempo per essere sicura di fare in tempo a dare la risposta. Anzi non avrei dormito tranquilla pensando che dovevo dare una risposta attesa.
Via mi faccio un caffè, così mi passa il tempo e mi distraggo. Anzi è meglio mi faccia una camomilla, con un altro caffè rischio di schiantare. Ecco, lo sapevo ho finito la camomilla, mi farò un orzo.
E lui non chiama.
Certo che se non mi tengo vicino il cellulare quello magari suona e io non lo sento.
No! Guarda, l’ho messo in silenzio. Aiuto. Magari ha chiamato e io non me ne sono accorta e sono stata qui a rimuginare.
Non ha chiamato. Ma controllo meglio, ché a volte non segnalano tutto questi oggetti diabolici.
Ma perché non chiama? Vediamo, faccio delle ipotesi. Potrebbe essersi addormentato; potrebbe essersi scaricato l’iphone; ma che cosa ci vuole a tenerlo carico? Forse non trova il caricatelefono. Potrebbe averlo perso. Difficile per uno preciso come noi. O magari glielo hanno proprio rubato. Stanotte? Ieri sera mi ha chiamato e ha detto preciso, preciso: Te lo dico domattina.
Certo non mi ha detto a che ora, ma lo sa che me lo deve dire, sennò non so come fare.
Eccolo, finalmente! Questo suono mi pare celestiale.
«Sì? Ah, ciao mamma. No niente, non ho niente, solo sto aspettando una telefonata e non posso stare tanto al cellulare. Sì certo ti richiamo quando ho fatto, non mi dimentico, vedrai, ma per piacere lasciami andare, ho sentito una vibrazione e forse è arrivata la chiamata che aspetto. Per piacere mamma, del cane me ne parli un’altra volta, se Bobbi non ha mangiato ieri sarà stato indisposto, o forse si è stancato delle solite crocchette. Ecco, ora ti arrabbi, lascia perdere. Ciao.»
Non mi piace essere brusca con mia madre, ma è un tormento, ogni piccola cosa diventa un’ossessione.
Stavo già dimenticando di controllare. No è la solita comunicazione che mi dice che oggi è domenica. Come se non lo sapessi già.
Di quell’altro nessuna traccia.
Sai che cosa faccio? Ci vado di persona. Sì, mi sembra la cosa migliore. Così mi tolgo il pensiero e anche lui se lo toglie. Ammesso che per lui sia un problema, sennò avrebbe già fatto il mio numero.
Insomma lo voglio sapere, per me è importante per i giorni che verranno. Sennò non mi do pace.
Ho paura che, se continuo così, divento come mia madre. Oddio, no, non voglio diventare come lei, neanche assomigliarle. Non posso, non è vita. Una ossessione. per lei e per gli altri che le stanno intorno. Per me prima di tutti. Non voglio, per nessuna ragione al mondo. Ma ora no, ci penso un’altra volta sennò mi confondo e non riesco più a risolvere quell’altro problema.
Ora devo andare a sentire. Dunque, ho spento il fuoco? Ho chiuso la finestra, che non si sa mai. Metto un po’ di ordine, se entrasse qualcuno… Tutto a posto. Porto l’ombrello? C’è qualche nube all’orizzonte, niente di ché, ma meglio aver paura…
Aspetta, faccio l’ultima pipì, che non si sa mai dovessi trattenermi fuori a lungo. Ecco fatto, mi trucco? appena, appena. Fatto. Le chiavi, il fazzoletto, i guanti.
Tutto a posto? Vai, verso l’avventura.
Chissà che cosa mi dirà quando mi vede arrivare.
Che bella giornata! E lui a letto a dormire. Il solito bischero, e io lo tiro giù dal letto. Mi dovrà ringraziare piuttosto.
Ora che ho preso la decisione sono più contenta, come se avessi già la risposta. Ma… e se lo trovo in compagnia? Ieri quando abbiamo parlato sentivo degli strani rumori. Non ci voglio pensare, sempre a pensare male. Quasi, quasi torno indietro. Oddio non ho il cellulare. Dov’è? Mi è caduto?Ecco proprio adesso doveva capitare. Ho calcolato tutto e quando sono andata in bagno lo ho appoggiato. Non è possibile, no eccolo, stavo quasi per venire.
Un messaggio: “Sono partito presto. Non ho chiamato per non svegliarti. Jo non l’ho trovato. Se ne riparla quando torno martedì, tanto è per domenica prossima, vero?

di Caterina Perrone

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