WEN – PARENTI – Le sorelle – Manna Parsì

   Da quando ero bambina vivevo con ansia la competizione e le gelosie della mamma e delle sue sorelle. Tornavo da scuola e trovavo mamma ai fornelli in lacrime perché zia Lila aveva organizzato una festa o una gita con le amiche e non l’aveva ancora chiamata. Se entro sera non arrivava la telefonata avrebbe chiuso con tutta la famiglia, diceva. Ma la chiamata arrivava regolarmente e le sorelle facevano pace. Questo succedeva quando le nostre mamme erano giovani e noi cugini eravamo ancora piccoli. Con il tempo i problemi tra loro aumentarono. C’era competizione su tutto, mandare i figli nelle scuole più esclusive, all’estero per l’Università oppure trovare un buon partito per noi ragazze e cosi via.

   Mio cugino Saman fu il primo di noi ad andare all’estero. Partì per il Canada, che tuttora è la meta preferita degli iraniani anche perché non è difficile ottenere il visto per l’espatrio. Infatti gli iraniani in massa partono per prendere la ‘green card’ e diventare cittadini canadesi. Dovunque è meglio di questo paese, il motto degli iraniani da più di quarant’anni. Insomma Saman partì per diventare medico, avvocato o architetto come vuole la tradizione ma dopo un po’ zia Lila desolata ebbe il coraggio di dirci che il ragazzo non era portato per lo studio e lavorava su un peschereccio a Vancouver. Mamma sbuffava dicendo: “Andare la giù per diventare un pescatore!”.   

    Un altro passa tempo preferito dagli iraniani benestanti era di combinare matrimoni milionari, possibilmente con aventi la ‘green card’ per dimostrare la loro ricchezza e la finta felicità. Dopo Saman arrivò il turno della figlia di zia Mina che sposò un iraniano nativo degli Stati Uniti. Mamma quando seppe la notizia mi disse che anche io avrei dovuto aprire gli occhi e trovare un buon partito come quello di mia cugina, altrimenti lei non poteva alzare più la testa in famiglia. Per fortuna frequentavo ancora il liceo e avevo tempo.

 Durante quegli anni la rivalità tra le sorelle continuava, l’acquisto da parte di zia Lila di una villa al mare oppure trasferimento di zia Mina in Turchia dopo aver comprato una casa tanto costosa che il governo turco l’ha premiato con il passaporto turco. E mamma che era la sorella meno agiata non riusciva a darsi pace. Non viveva più la sua vita ma quella delle sorelle o delle parenti che avevano qualcosa da ostentare.

Il capodanno di due anni fa eravamo tutti a casa della nonna. Mamma e zia Lila stavano discutendo sulla ricetta dei piatti italiani molto amati da noi iraniani e ogni tanto interveniva anche nonna che confondeva la competizione tra le figlie con la loro vivacità. Zia Mina parlava in videochiamata con i nipoti negli Stati Uniti, balbettando un inglese incomprensibile. Si sa, all’ostentazione non c’è limite. All’improvviso zia Lila ricevette una telefonata dal Canada dove era notte fonda. Il peschereccio su cui lavorava mio cugino era disperso nelle acque dell’oceano Pacifico da qualche giorno. Rimanemmo tutti in silenzio.

   Sono trascorsi due anni.  Non hanno ancora trovato il relitto della nave, nonna è morta dopo pochi mesi dall’incidente, zia Lila esce ed entra dall’ospedale per problemi di depressione e zia Mina non torna dalla Turchia neppure per fare visita alle sorelle. E mamma butta giù tranquillanti, non vive più la vita degli altri, ma neanche la sua.

   L’anno scorso ho finito gli studi e da poco ho aperto una piccola libreria in una zona popolare della città. Incoraggio la gente a leggere e con un mio amico insegno scrittura creativa. Qualche settimana fa ho portato zia Lila in libreria e ho insistito a che leggesse una favola ai bambini. Dopo la lettura e la gioia dei bambini la zia ha pianto ma si notava che era più sollevata. Ho fatto la stessa cosa con mamma. Ora le due sorelle, amiche-nemiche, vengono in libreria tutti giorni, rendendosi utili a  me e i bambini. A volte penso che con poco sforzo possiamo creare uno spazio tutto nostro, per rimanere noi stessi e vivere più sereni.        

di Manna Parsì

Una risposta a “WEN – PARENTI – Le sorelle – Manna Parsì”

  1. Avatar MILENA BELTRANDI
    MILENA BELTRANDI

    Molto bello.

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