Cosa rimane di me stamattina?
Cosa rimane dopo questa notte?
Cos’ho avuto regalandomi tutta?
Soltanto ieri a giocar bambina
ero a casa con le bambolette
e ora questa notte m’ha disfatta.
Il corpo e il mio amore pieno
a uno sconosciuto ho donato
per un bicchiere, due risate finte,
qualche sospiro di piacer osceno,
un breve urlo quasi forsennato
di godimento dalle tinte spinte.
Mi ha lasciato nuda qui sul letto,
di sentimenti spoglia e d’orgoglio,
senza lenzuolo come protezione,
su questo bianco letto suo disfatto.
Or sento che esser altrove voglio
or che è spenta un po’ la passione.
Vorrei tornar quella che sono stata,
quella che ero e mai più sarò
or che son tanto trasformata dentro.
Non ancor oso iniziar la giornata.
Non so or cosa di lui ne farò,
di questo sconosciuto bell’incontro,
di questo sconosciuto che m’ha preso
m’ha preso per sempre la vita, temo,
m’ha preso un po’ di ciò che è in me,
della mia vita un po’ ha reciso.
E or al suo pensiero tutta tremo
e son legata già da forti cime.
Son anni luce dal cuor ben lontana.
Son del buio ormai prigioniera.
Vorrei tornare ai perduti ieri.
Vorrei fuggir questa realtà sì strana,
da questa situazion che non par vera
ma non capisco più i desideri.
Son presa in questo etern istante
Che così simil all’amore pare
eppur, eppur sento non è uguale.
Allora l’occhio chiuso fermamente
terrò per non svegliarmi e scappare,
per non mostrar la veglia sul guanciale.
Parlargli non voglio. Ho paura di lui.
Ho paura delle parol, mie e pur sue
che ancor più mi potrann’ingabbiare.
Ho paura che questi momenti sian bui.
Ho paura di quel che saremmo noi due.
Ho paura di non poter più scappare.
Perché lui è bello più che si possa,
perché lui è gentile, elegante,
attento, premuroso e perfetto.
Troppo. Un mostro che mi dà la scossa.

Un mostro lui e preda io, tremante
in questo micidiale bianco letto.
Che fare? Posso sol dormir ancora
Posso sol finger sonno un’altr’ora.
Firenze, 30/04/2009
tratto da “Sangue blues” di Carlo Menzinger di Preussenthal

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