WEN – PASSIONE – Martin il pescatore – Adriano Muzzi

Martin volava alto nel cielo cobalto e si godeva la siluehette della sua isola preferita, Thulusdhoo.

L’ellissoide si sabbia bianca faceva parte di una costellazione di isole che insieme formavano un atollo in mezzo all’oceano Indiano.

Martin amava il vento caldo, l’odore si salsedine che si sposava con il profumo dei vari fiori esotici e i colori violenti del mare, che nello stesso tempo erano dolci come i frutti di papaya.

Non si era mai allontanato da casa sua, non aveva altri ricordi, non aveva altra vita precedente; quella era l’unica, auspicabile e fortemente voluta vita possibile. Non sapeva se ci fossero esistenze migliori della sua, ma era certo che per lui quella fosse, se non la migliore, l’unica immaginabile da una mente benevola. Esisteva un Dio che l’aveva pensato? Se si, aveva scelto bene e lui, Martin, non avrebbe tradito la sua fiducia.

Decise di scendere a pochi metri sulle onde schiumose; un odore di iodio pervase le sue narici affamate. Bagliori argentei si sovrapponevano alle sagome scure dei pesci, che ignari nuotavano descrivendo traiettorie immaginarie. Ma veramente non lo vedevano, o lo ignoravano? E le traiettorie erano casuali o seguivano un sentiero visibile ai soli occhi dei piccoli animali marini?

Martin deviò leggermente a sinistra per seguire un pesciolino quasi trasparente. All’improvviso fece un guizzo e si tuffò veloce sulla sua preda.

I suoi piccoli lo aspettavano a bocca aperta. A modo suo li amava follemente.

Martin si mise su un ramo e riflettee sulle due uniche passioni della sua vita: i figli e l’isola.

di Adriano Muzzi

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