
Noi siamo, noi siamo
i fieri aerei cavalieri dei venti,
orgogliosi e possenti,
spavaldi e beffardi.
Noi siamo, noi siamo
i fieri aerei cavalieri
che calcan nuovi sentieri
sicuri e beffardi,
imponenti bei bardi,
noi cantiamo,
cantiamo il nostro grido
al soffio di Eol Signore
che lo reca ove vuole,
in giro.
Poeti assassini,
maghi senza magia,
folletti stregati alti tre spanne,
poeti beffardi,
uomini bambini
stretti alle gonne
della sacra liturgia
adogmatica e sacrilega
che sempre se stessa rinnova
muta e ritinge
con un tuffo nel Gange
e uno nel Nilo.
Fedeli senza Dio,
preti senza velo
e senza dottrina,
adoratori della stella più bella,
la stella del mattino,
la stella della sera,
che il saggio Epicuro
insegnò ad amare.
Adone e Narciso nessun ha deriso
né il biondo circonciso
figlio dell’uomo
ma…!
ma certo nessuno
Dio per noi sarà.
Le nostre fanciulle
son giovani stelle
e assieme le amiamo
assieme le baciamo
senza odio o rancore
racchiuso nel cuore
perché noi siamo,
noi siamo, noi siamo
i fieri aerei cavalieri dei venti
orgogliosi e possenti,
spavaldi e beffardi.
Roma, 06/09/1982

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