
Perché nel buio i versi son più chiari
E il tuo sorriso più nitido rimbalza
Sulla parete ove il suo eco s’alza
Per poi svanire coi raggi solari?
Perché la notte foriera di sogni,
Pur senza luce, un mondo ti spalanca
E l’illogico al logico s’affianca
Senza per questo che te ne vergogni?
Perché quel mondo che nel buio vive
Più vivo è a volte della stessa luce
E a crederlo reale esso t’induce,
Felice stai sulle sue cieche rive?
Perché d’affanno son quelle ore prive
E il tuo sorriso ancora mi seduce.
Miti alias Miriam Ticci
.
Schema metrico: sonetto shakespeariano, ma con le tre quartine a rima incrociata (abba cddc effe) e un distico a rima incrociata con l’ultima quartina (ef).

Rispondi