WEN – PROVOCAZIONE – Occhi rivali – Margherita Flores Satta

… pur nel dolore piacciono i cavalli
che al buio scendono in rumor di zoccoli
nell’inquieta valle dell’invidia
schizzando fango a veli tuoi dolcissimi:
è l’Angelo scagliato dall’Altissimo
che perso ha la sua sfida… e giù precipita;
nel mio cervello annida le sue logge,
rivalità e possesso che distrugge.
Ti vedo bella… tu, in volo, bella…
amabile creatura ed io legato
a un masso di condanna che mi schiaccia.
Tu, bella… con lo sguardo che mi sfugge,

ingenua seduzione indescrivibile,
crudele, a me sorridi… inesorabile
e i sensi invadi, impulso di peccato.
Nascondo a te il serpente in me incarnato,
con gli occhi graffio morte sul tuo viso,

stiletto i tuoi vestiti e il tuo sorriso
nella salita di in un tardivo sonno.

Nella salita di un tardivo senno
ciò che non posso avere ancora spacco…
poi… come Sisifo mi struggo, schiaccio

rotolo e spingo il masso della colpa,
occhi rivali in un cervello guasto.
A ogni tramonto guardo l’orizzonte
e piena la mia bocca di sudore,
come un papavero in pesante pioggia,
reclino il capo su di un collo stanco…
Rocche ubriache che non ho foggiato
squarciano ancora il cuore mio di ghiaccio,
vorrei portarlo al sole, essere Pace,
portare fuori il masso dall’abisso,
dipingere la valle a fiori in boccio…


Riuscirò… e sarò Sisifo… felice!

Margherita Flores Satta

Rispondi