
Morire è rifiorire,
mi rotola sul letto il tuo volto
dal sogno di fresco mattino.
Salivo gli altari dell’alba
e ti offrivo la mia nudità
toro alato…
Un istinto cresce nascosto
e acqua di torrente incomincio a levigare
le pietre e le ingiurie di ieri,
cos’altro posso scegliere
per questo selvaggio giorno?
Nel rebus delle idee
rotolo, risalgo, capitombolo,
poi mi aggancio a un impulso di sensi
per sopravvivere.
Nella babele del mio cervello ho una risata folle,
il mio corpo vellutato fa scintille
e trasuda di tragicomico nonsense
uscito scherzoso da dietro le quinte.
“Vai pure a quel paese, se lo desideri,
io faccio da me, cos’altro posso fare?”
Acerba è la risposta e la mia voglia sale.
Anche stanotte aleggia un timido perdono:
e già… “Pantha rhei”… “tutto scorre”…
e stesi i veli viola dietro le palpebre,
digiuna di te,
aspetto un altro Sogno che mi ammazzi di felicità.
Margherita Flore Satta

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