
Quell’avviso ben visibile all’ingresso del locale, posto accanto allo scrivinpiedi sul quale si possono consultare le recensioni e il guest book, è l’ultima sferzante provocazione. Noi manteniamo le nostre promesse! Un motto che suona insulto ai nostri orecchi.
Certo in amore e in guerra tutto è ammesso. Oramai tra i Francoforte e noi, i Beneamati, è proprio guerra.
Qualcuno potrebbe dire che ce la siamo cercata. In effetti, quando abbiamo aperto il nostro locale, senza aspettare che le beghe giudiziarie che avevano colpito i nostri concorrenti fossero appianate, o almeno definite, è stato un colpo basso. Tuttavia non dipende da noi se i padroni del The Bacco’s Boys hanno commerciato in traffici illeciti e in affari poco limpidi. Mentre i componenti della nostra famiglia hanno una fedina penale immacolata e la loro buona aura si è estesa al nostro locale che, sebbene di stile poco ricercato e adatto a una clientela meno raffinata, ha goduto subito di un’ottima fama.
Inoltre, allocare la nostra locanda nella medesima piazza, dirimpetto a The Bacco’s Boys, era l’unica scelta praticabile per chi volesse iniziare l’attività in tempi brevi.
Stando al merito della questione, da noi le promesse si mantengono: A tavola come a casa, recita la nostra insegna e i nostri piatti sono tutti genuini. Puntiamo sulla qualità dei prodotti avendo ottimi fornitori che ci garantiscono il meglio consentendoci l’accesso all’ eccellenze del territorio. La cucina rivisita le pietanze tradizionali, la carta dei vini è ben rifornita, tuttavia ci asteniamo da proporre specialità consentite solo ai portafogli ben rigonfi.
Il servizio è accurato, non manca mai di disponibilità e di cortesia, solo si evitano eccessive smancerie e l’impiattamento è semplice. Curiamo con massima attenzione l’igiene, il tovagliato è sempre ben stirato, i cristalli, le ceramiche e le posate tirate a lucido.
In questi pochi mesi, abbiamo arricchito la nostra offerta con un menù vegetariano che ci ha procurato una nutrita clientela, garantendo peraltro, come necessario, una continua attenzione alla questione delle intolleranze e allergie alimentari.
L’invidia da parte dei Francoforte si taglia a fette. Il subbuglio maggiore tra le loro file si è sparso e spanto a macchia d’olio quando circa un mese fa si è risaputo che avevamo accolto nella nostra squadra culinaria uno chef proveniente dalla vicina costa francese
Abbiamo annunciato per il prossimo sabato un lunch serale dedicato a piatti di pesce freschissimo tra cui si nota la famosa bouillabaisse e abbiamo fatto il pieno delle prenotazioni. Tra gli invitati speciali spicca il nome di un illustre intenditore del gusto che collabora a riviste patinate sulla gastronomia con lo pseudonimo di Brillante Savarin
Fin qui tutto in ascesa per noi, non fosse che un particolare ridesta la nostra preoccupazione e ci sta guastando il sonno.
Sono stato sempre molto severo con il personale pretendendo che i rapporti con l’altro locale si mantenessero nei limiti dell’educazione e del rispetto reciproco.
Tuttavia i servitori ai tavoli sono tutti molto giovani e il sangue giovane, si sa, fa presto a scaldarsi.
è stato così che tra il nostro cameriere Jonny originario del Sud d’Italia e il sommelier impiegato presso The Bacco’s Boys si è verificato un episodio spiacevole. Non solo i due sono venuti alle mani, ma dalla rissa sono scaturite delle lesioni a carico del sommelier e purtroppo il fattaccio è avvenuto all’ingresso, nella terrazza che dà accesso alla locanda.
Non si sa come, ma è stato tirato fuori un coltello da cucina e il tizio ha riportato una ferita al fianco dichiarata guaribile in oltre quaranta giorni così che la questione è diventata penale.
Si vocifera in paese che le ragioni dell’alterco fossero di carattere personale tra i due, poiché è noto che Fabrizio il mio giovane dipendente sarebbe sensibile al fascino della figlia dell’altro: la quale, sempre a dare retta alle voci, gradirebbe le attenzioni di costui.
Mannaggia, è stato un vero guaio! Per due giorni abbiamo dovuto chiudere e lo spazio a terrazza è stato transennato per consentire i rilievi della scientifica.
Ancora non mi sono del tutto ripreso, ma la sorpresa più grande è che mi sono dovuto sorbire la visita di Luigi Francoforte.
Non so se sia sincero, ma mi ha giurato che il sommelier non lavorerà più presso il suo locale, consigliandomi un analogo provvedimento nei confronti di Fabrizio.
Abbiamo suggellato un patto sancito dal fumo di sigari toscani, l’unico gusto che, a quanto ne so, ci accomuna.
Se tali sono, ben vengano tempi di pace.
Chiara Sardelli

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