QUANTI SIAMO
Superstiti sulla zattera degli immuni
battiamo bandiera pirata
con sparuti assalti alle coste infette
dove divampa l’infezione latrinocentrica.
Ciò che un tempo rabbuiava i miei giorni,
la melanconia dell’abbondanza,
par adesso sogno di divinità silvana
capriccio d’un satiro dal collo torto
a guardare la stanca muta dei giorni.
Così contemplo le fiamme del mattino
con le labbra spaccate dal sale…
È un sapore aspro questo vivere
per noi figli delle stigmate
piagati da ferite putrescenti
che mai saneranno le nostre brame
di cannibali.
Venne il tempo ultimo in cui ci contammo
e contammo l’ore che ci separavano
dal Giudizio, in un mondo spazzato dai venti
e stanco, da troppo tempo stanco
della muta resilienza dei suoi dèi.
Francesco Cusa


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