Vi odio cani schifosi! Siete luride bestie sbavanti e ringhianti. Meritate la morte e io sono l’angelo di giustizia che ve l’ha saputa dare e ancora ve la dà e ve la darà. Pensate forse che bastino queste sudicie sbarre a fermarmi, a separarmi da voi, a salvarvi? La mia furia vi raggiungerà ancora e ancora, come già tante volte ha fatto in passato. Quanti di voi ho torturato e trucidato nei modi più fantasiosi? Non lo ricordo neppure. Una lista senza fine. Una lista che non deve finire. È inutile che mi latriate contro, dietro queste sbarre. Il vostro odio alimenta il mio e la vostra violenza nutre la mia. Vi colpirò. Vi colpirò ancora. Il mio bastone tornerà a spezzare le vostre schiene, le vostre teste, le vostre anime… No. Le anime no. Voi non ne avete.
Pensate che la condanna di quei giudici idioti possa bastare a fermarmi? Pensano che tra voi e me non ci sia differenza, che io possa condividere con voi questa prigionia, ma io non sono voi, non sono come voi. Sono un essere superiore. Non basta avermi rinchiuso con voi in questo canile. Non basta tenermi separato da voi. Io resterò sempre quello che ero e sono e sarò.
Bella condanna mi hanno dato! Per cosa poi? Per un’inezia come aver ucciso una trentina di voi luride bestie. Ventotto è scritto nella sentenza. Io ho dichiarato alla giuria che le mie vittime sono state oltre cento, ma mi hanno risposto che ero pazzo e che non c’era le prove di questi altri atti di giustizia da me perpetrati. La mia è stata una condanna a vita. Una condanna a finire la mia esistenza marcendo dietro queste sbarre. Non gli è bastato imprigionarmi con voi. Hanno detto che dovevo capire che cosa volesse essere come voi. Hanno preso la mia mente e me l’hanno strappata via. Via dal mio corpo umano per impiantarla nel corpo di un lurido bastardo della vostra specie. Ora sei un cane anche tu, mi ha detto il mio “boia”. Un cane? Pensate che basti avere quattro zampe, una coda e delle fauci sbavanti per diventare un cane? Anche in questo corpo da bastardo, anche in questo canile, anche costretto a mangiare le vostre sbobbe canine, io sono e resterò un uomo e continuerò a odiare voi sporchi cani. Vorrei potervelo urlare ma questo corpo da cane mi consente solo di abbaiare e ringhiare e così io abbaio e ringhio tutto il giorno contro di voi, che mi rispondete furiosi dalle vostre gabbie accanto alla mia. Ma presto tutto questo finirà. Presto troverò un modo per raggiungervi e vi azzannerò alla gola. Stringerò fino a farvi mancare il respiro, fino a farvi morire come quegli altri cani che ho ucciso quando ero ancora un uomo, un uomo come quel giudice idiota che non ha capito che io stavo salvando il mondo, ripulendolo dalla vostra feccia immonda.
di Carlo Menzinger di Preussenthal


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