
Nella tana strisciante del serpente
ti agghindi, puttana Menzogna,
per dominare il frutto sul mio albero
e batti e ribatti e percuoti,
ferite su cortecce a colpi di frottole
con le grandi bugie che tu racconti
a uccidere il profumo della rosa.
Verità non sotterra conoscenza,
non mette le briglie a cavalli
che intrepidi e liberi vanno
senza paura in criniere ribelli.
Tu, seducente commediante
indori farse in bolge di apparenze
e ciglia finte come sciabole
scagli in sguardi obliqui.
Il momento si fa duro,
duello disarmante…
destrieri all’orizzonte
ma non oscurerai il mio sole.
Mio scudo è l’essere semplice,
nuda acqua che sgorga dalla roccia
e Verità canta, dico tutto…
sì, come “Vin folle di Omero” dico tutto,
anche “Parole che meglio starebbero non dette”.
Non sarò arpa senza una corda in armonie impossibili,
dico tutto e danzo…
perché la Verità è Sacra e vuole fare festa.
Nell’Anima mia, è sarcastico smacco:
Emerge Verità dalla trasparenza dell’occhio.
Margherita Flore Satta

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