WEN-SOGNO- Annunciazione – Carlo Menzinger

L’angelo apparve davanti a Maria in tutto il suo fulgore, le immense ali si piegarono dietro la schiena muscolosa. La donna osservò il suo corpo nudo dai forti pettorali sviluppati per l’abitudine al volo.

«Il mio nome è Ismaele» disse l’angelo.

La donna annuì e nel guardare il suo imponente membro eretto le venne da pensare alle dispute sul sesso degli angeli che in quel momento le parvero quanto mai oziose. Se quegli studiosi avessero potuto vedere ciò che vedeva lei, non si sarebbero certo posti simili quesiti. Non aveva avuto molti uomini, ma nessuno aveva un fisico come quello di Ismaele, neanche tra gli attori del cinema e, soprattutto, non riusciva a immaginare nessuno che potesse avere una simile erezione.

«Che cosa vuoi da me?» chiese la donna.

«Voglio che tu sia per me il vaso.»

Maria avrebbe voluto chiedere di più ma l’angelo le si avvicinò e l’aria parve cambiare consistenza. Una fragranza quale mai aveva provato le inondò le narici e la gola, mentre sentiva un desiderio irrefrenabile inumidirla e scuoterle ogni nervo.

Le possenti braccia dell’angelo la sollevarono e la deposero sul letto, forse volando, questo non riusciva a ricordarlo. L’essere divino allora la coprì e, come diceva la Bibbia, la “conobbe”, come ai tempi della Genesi altri angeli avevano “conosciuto” altre donne, generando la stirpe dei giganti.

La donna si contorse in spasimi di piacere che non credeva il suo corpo avrebbe mai potuto provare, mentre un flusso senza fine la inondava di calore. Sentiva il suo ventre dilatarsi. Era come se si apprestasse ad accogliere l’intero universo, nel Bene e nel Male, come se ogni gioia e ogni dolore della terra ora fossero in lei, come se ogni sapere fosse ora lì dentro e si fosse spezzata la maledizione di Eva, la perdita subita con l’attentato all’albero della conoscenza.

Il trasporto libero, ragazza, angelo, erotico, ali, diffusione, Poster HD  Decorazione DELLA PARETE di CASA ARTE Su Ordinazione STAMPA di Seta Carta  Da Parati senza cornice 141|art print|wall art printcustom poster printing -

L’angelo apparve davanti a Mario in tutto il suo fulgore, le immense ali si piegarono dietro la schiena flessuosa. L’uomo osservò il suo corpo nudo dai seni trionfali e dalle morbide spalle. Immaginò che fossero così sviluppate per via del volo.

«Il mio nome è Ismaele» disse l’angelo.

L’uomo annuì e nel guardare il giardino tra le sue gambe e la curva perfetta dei fianchi, chiese irrispettosamente:

«Pensavo fosse un nome da uomo.»

L’angelo sorrise o forse no. La sua pelle aveva l’aspetto di seta splendente. La sua vagina pareva chiamarlo con una voce muta ma irresistibile, quasi evocasse un inevitabile ritorno alle origini, il bisogno di perdersi nel tempo prima della nascita.

«Che cosa vuoi da me?» chiese l’uomo.

«Voglio il tuo seme.»

«E cosa se ne fa un angelo del seme di un mortale?»

L’angelo allora gli si avvicinò e l’aria parve cambiare consistenza. Una fragranza quale mai aveva provato gli inondò le narici e la gola, mentre sentiva un desiderio irrefrenabile colmarlo e scuotergli ogni nervo.

Le morbide braccia dell’angelo lo avvolsero e lo accompagnarono al letto, forse volando, questo non riusciva a ricordarlo. Egli allora la coprì e, come diceva la Bibbia, si “conobbero”.

L’uomo si contorse in spasimi di piacere che non credeva il suo corpo avrebbe mai potuto provare, mentre un flusso senza fine pareva promanare dai suoi lombi incredibilmente inesausti. Sentiva il suo membro crescere con una potenza che non ricordava. Era come se attraverso di esso stessero scorrendo l’intero universo, il Bene e il Male, ogni gioia e ogni dolore della terra, come se ogni sapere fosse in lui e si fosse spezzata la maledizione di Eva, la perdita subita con l’attentato all’albero della conoscenza.

Al mattino Maria aprì gli occhi nelle prime luci del giorno, che penetravano attraverso le imposte chiuse, e sentendo una presenza accanto a lei nel letto si voltò e vide suo marito che ancora dormiva. Sebbene questo fosse normale, la cosa la stupì enormemente e quasi sobbalzò. All’improvviso le parve come di precipitare da vette impossibili verso la realtà quotidiana.

Un attimo dopo anche Mario, forse sentendosi osservato o percependo il sommovimento dell’anima della donna, che aveva la potenza di un terremoto spirituale, aprì gli occhi e vide gli occhi della moglie. Anche lui dovette richiuderli precipitosamente, come se avesse visto qualcosa di impossibile e non riuscisse a capacitarsi del funzionamento dell’organo visivo. La testa prese a girargli e se non fosse stato disteso nel letto e a occhi chiusi, certo sarebbe caduto a terra.

Quando li riaprì, Maria gli sorrise e disse:

«Questa notte ho fatto un sogno davvero strano.»

Mario avrebbe voluto dire “anche io” ma non ne ebbe la forza o forse il coraggio.

«Ho sognato un angelo» proseguì la donna e con la sincerità che solo un grande amore consente ammise «è venuto in questa stanza e abbiamo fatto l’amore. Sembrava tutto così vero. Ero così scombussolata.»

Un brivido di terrore percorse la schiena di Mario che, con uno sforzo sovrumano riuscì a far traboccare un po’ di voce dalle sue viscere contorte e, con gran ritardo, pronunciò il suo:

«Anche io.»

Non aggiunsero altro e Maria fissò la paura negli occhi del marito e questa fluì nei suoi ed entrambi capirono che qualcosa di terribile e grandioso era successo quella notte. Qualcosa che difficilmente poteva essere spiegato.

«Avrò un figlio» disse Maria dopo qualche attimo e anche lei non sapeva perché l’avesse detto e come facesse a saperlo.

«Lo so» rispose altrettanto immotivatamente il marito e continuarono a fissare l’uno il terrore dell’altra.

di Carlo Menzinger di Preussenthal

http://www.menzinger.it

2 risposte a “WEN-SOGNO- Annunciazione – Carlo Menzinger”

  1. Avatar MILENA BELTRANDI
    MILENA BELTRANDI

    Fantastico!

Rispondi