È sempre più difficile sognare,
anche asfissiato lo stridio del pianto
che corrode, quasi sempre la sera
dalle dieci alle due. E guadare il fiume
lento della musica e di parole
consumate tra spirali di fumo,
nello spazio dove il corpo se ne va
con i radi ectoplasmi paralleli
fissi, immobili al trivio delle scelte.
I frammenti, piccole sensazioni
aguzze, si condensano nei miti
e i miti non danno angoscia, misere,
irrisolte scaglie di un dio demente
che brucia e si consuma piano, piano.
Quando i sogni non mi basteranno,
rantolerò nel frigido colore
asettico della disperazione.

1982
Sono scomparsi i sogni, compagni
di illusione, e il tempo è già finito.
Non c’è disperazione, è cambiata
l’attesa come la prospettiva
della vita. È bastato accettare
quello che rimane come se fosse
un piccolo smeraldo sotto il sole.
2017
Maila Meini

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