Quella notte aveva sognato ampie strade piene di traffico, file di macchine e persone che camminavano veloci e una piazza infinita, quella del suo paese, ma milioni di volte più larga e un volo improvviso di uccelli che poi erano diventati enormi pesci variopinti che si libravano leggeri nel cielo turchese, come quelli che c’erano nell’acquario di Lara, l’ultima volta che li aveva visti, prima di quel tragico 9 agosto.
Da quando aveva ritrovato la ricetta della tisana di sua nonna, dormiva che era una meraviglia:
5 petali di rosa, 4 foglie di tarassaco, 1 manciata di zucchero, 1 fiore di betulla( il suo nome forse non era un caso), 4 rametti di rosmarino,
e aveva anche riacquistato il suo dono; sognava quello che desiderava, e non vedeva l’ora di distendersi nel letto, abbandonarsi a quel torpore e tuffarsi in quel suo mondo parallelo.
Betulla Betullina fai la nanna mia piccina
Alcune notti vedeva sua mamma come era prima di quel tremendo giorno, giovane e serena che cucinava, e vedeva arrivare Margherita, sua sorella, sui pattini a rotelle, quelli che le avevano regalato per la comunione, rossi, luccicanti coi fiocchetti blu a pois.
Betulla Betullina dormi fino a domattina
Altre sognava i suoi compagni di scuola, prima di quel 9 agosto, alle elementari coi grembiulini rosa e celesti, e i quaderni pieni di compiti e miliardi di matite colorate che danzavano dando vita a disegni pieni di colori accesi. Una notte vide anche la sua casa, dove abitava all’epoca dell’incidente, quella in città, coi mobili sul soffitto e l’acqua per pavimento, e lei che galleggiava ridendo insieme ai delfini.
Betulla Betullina sogna e vola farfallina
La mattina si svegliava sempre rilassata, con i muscoli distesi, e la sensazione dell’abbraccio caldo di sua mamma ancora addosso. Metteva i piedi giù dal letto e dopo essersi stiracchiata, era pronta a iniziare un’altra faticosa giornata, con il desiderio che arrivasse presto l’ora di dormire, per poter sognare ancora la sua vita di prima, prima di quell’orrendo incidente del 9 agosto 1986, e potersi sentire, nei suoi sogni, come le altre milioni di persone al mondo che hanno il bene prezioso della vista.

di Serena Taccagni

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