
La prima notte di nozze Zaman, uomo colto conosciuto nell’ambiente culturale e sociale della città, rimasto solo con la moglie, le disse: “Zari jan, sbrigati che dobbiamo fare un bel maschietto”.
Dopo pochi mesi Zari rimase incinta e Zaman non era nella pelle dalla gioia. Con il passare delle settimane il parentado, i vicini ed i colleghi conoscevano tutto lo stato di avanzamento della gravidanza di Zari. “Il maschietto sta per nascere…”, ripeteva a tutti. Aveva anche raccomandato che i regali per il corredino fossero per un maschietto e, perfino, che i colori fossero blu e celeste. E quando il medico chiedeva se volessero sapere il sesso del nascituro, Zaman diceva: “Che c’è da sapere. E’ un maschietto. Punto e basta”. Zari scuoteva la testa e guardava il medico senza dire nulla. Nacque una femminuccia ma Zaman non si perse d’animo dicendo che poteva capitare. Perché Zari era ancora giovane e senza esperienza. Inoltre la madre di Zaman aveva dato alla luce ben quattro maschietti, uno più maschio dell’altro. “Queste cose sono genetiche. Si sa già dall’antichità”, sottolineava convinto.
Alla seconda gravidanza Zaman pensava che la moglie fosse pronta per sfornare un maschietto. Ma faceva meno baccano rispetto alla prima volta. Infatti per festeggiare l’evento offrì thè e pasticcini solo a qualche collega e niente a parenti e vicini che lo prendevano in giro. Anche lo stato di gravidanza di Zari aveva perso interesse per lui e così gli altri fortunatamente non subivano i suoi noiosi commenti.
Nacque un’altra bambina e Zaman, ingoiando il boccone amaro, con tono deluso disse alla moglie: “Non capisco come è possibile che tu non riesca a farmi un figlio maschio. Non sei buona come la mia madre”.
Alla terza gravidanza Zaman era completamente disinteressato. Per tutto il tempo mantenne un profilo basso, anzi per nulla ebbe un profilo, tanto che non avvertì nessuno e appena nacque la terza bambina scappò dall’ospedale. Quando Zari tornò a casa le disse: “Lasciamo perdere il fare figli. Non so cosa farmene di questo pollaio che hai fatto”. E Zari con la solita calma rispose: “Non c’è da preoccuparsi, anche perché ho fatto la vasectomia mentre ero ancora in ospedale. E ora invece di fare capricci come un bambino, tu comincia a crescere queste tre bellissime creature, come un bravo padre”.
Zaman seguì il consiglio della moglie e infatti tutte e tre le fanciulle crebbero serene con genitori amabili. Quando arrivarono all’età di fare loro una famiglia, Zaman si ricordò del suo desiderio mancato di diversi anni prima e chiese alle figlie di dargli un nipote maschio. Ma qualcosa stava succedendo a Zaman, non era più giovane, stava avendo diversi acciacchi della vecchiaia e tra questi la demenza senile.
Zari e le figlie si ricordano benissimo il giorno in cui nacque Zaman Junior. Quando lei mise il neonato tra le braccia del nonno gli disse: “Zaman jan, Sorpresa! Un maschietto. Si chiama Zaman Junior ”. Zaman diede uno sguardo vuoto sia alla moglie che al bimbo e, confuso, le chiese: “Zaman chi?”.
di Manna Parsì

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