«Come va oggi? Ho saputo che la ditta ha chiuso e ha licenziato tutti. Un’altra fabbrica che si trasferisce. La siccità di questi ultimi anni sta danneggiando la vita della nostra società. Tra qualche anno qui intorno non ci sarà che deserto, anche il David sul piazzale si sta sgretolando, non è un buon segno, l’aria è troppo secca.»
«Ma dimmi di te, come farai ad andare avanti? Hai qualche cosa da dare da mangiare ai tuoi figli? Medicine? Guarda ti ho portato un po’ di spesa e due scatole di antibiotici, sono le ultime che posso lasciarti; hai parlato con tua moglie? Devi farlo, presto saremo pronti per un altro viaggio e vorrei che veniste con noi. Non c’è più niente per cui restare, è terribile lo so, ma questa è la realtà!»
«Grazie Dottore, il piccolo la sera ha sempre un po’ di febbre. Ho poco cibo nella dispensa, forse per due giorni. Mia moglie lavora solo qualche ora, non abbiamo da parte i soldi per il viaggio ma appena torna le parlerò. Le dispiace lasciare la terra dove siamo nati, ma che altro possiamo fare? Al prossimo viaggio verremo con te: in qualunque altro posto sarà meglio di qui!»
«Ah ecco la mamma bambini! A tavola facciamole vedere quanto siamo contenti che sia tornata. Mi raccomando fate i bravi.»
«Oh che bambini buoni, mangiate mangiate pure, non ho fame mi basterà un pezzetto di pane e una patata, non vi preoccupate per me, mangerò di più domani.»
«No cara siedi con noi è passato a trovarci il Dottore e ci ha portato qualcosa. Sta preparando un altro viaggio col suo tir e ha detto che c’è un posto per noi, i soldi che abbiamo da parte basteranno: dobbiamo andare non possiamo più aspettare. Hai visto che desolazione c’è qui intorno! La terra non dà più frutti, che daremo da mangiare ai nostri figli quando finiranno le scorte?»
«Ma io non voglio andare via! Qui sono cresciuti i nostri nonni, noi…»
«Sì lo so, ma quanti anni sono che non cade un goccio d’acqua? Se non andiamo moriremo! Qui non c’è più futuro. Non abbiamo scelta: quando tornerà la pioggia in Europa e tornerà a essere una grande Nazione allora potremo tornare. Le cose si sono ribaltate: la pioggia cade solo oltremare, adesso la terra fertile è al sud del mondo. Dove c’erano i deserti ora ci sono campi di grano, c’è lavoro per tutti. Ricordi quando arrivavano barconi con i disperati che rischiavano la vita pur di trovare un futuro? Loro sono tornati a casa e, con quello che hanno imparato qui, hanno reso fertile la terra; adesso tocca a noi partire.»
«Sono contento che siate venuti. Coraggio bambini salite sul camion andate a sedere con gli altri laggiù e cercate di fare silenzio. Hai preso quello che ti ho detto? Non vorrei che all’arrivo ci facessero problemi per i documenti. Salite, sedete sulle panche si partirà tra poco. Vi chiuderò dietro a una finta parete, ho lavatrici ed elettrodomestici da consegnare al sud, quando arriveremo alla frontiera busserò tre volte: da quel momento non dovrete fare rumore, se ci scoprissero saremo tutti arrestati e rispediti indietro. Fino a che non verrò ad aprirvi non fiatate, comunque andrà tutto bene, non agitatevi. Il viaggio sarà lungo: aspettate il mio segnale!»
«Ma siamo sicuri che ci accoglieranno? Noi non siamo stati buoni con loro, li abbiamo emarginati, chiusi in centri di accoglienza trattandoli come animali, lasciati sulle navi per giorni a patire la fame, il caldo o il freddo, abbiamo diviso le famiglie, sfruttati gli uomini nei campi, con quale coraggio oggi andiamo a chiedere aiuto a loro? Non è che vorranno vendicarsi e ci renderanno il “favore”? Finiremo a lavorare nei campi a due euro l’ora trattati come scarti della società!»
«No a differenza degli europei gli africani sono generosi e per loro il colore della pelle non ha mai avuto importanza, vedrai ci accoglieranno come fratelli.».

di Milena Beltrandi

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