Si erano reincontrate un giorno di fronte alla scuola in attesa che uscissero i rispettivi nipotini.
Paola inizialmente nel dubbio, Luisa invece sicura da poterci giurare, nonostante non si fossero più viste dai tempi del liceo.
Certo per Luisa fu più semplice; Paola non era poi cambiata molto.
Il suo abbigliamento ancora adesso era sportivo, senza nessun fronzolo e sulla faccia un leggero filo di trucco.
Era stata la tipica ragazza impegnata nel sociale, attenta e rispettosa dell’ambiente.
E a vederla doveva essere così anche adesso.
Anche Luisa ora vestiva piuttosto casual; non indossava più minigonne vertiginose e tacchi chilometrici,come era solita fare da ragazza.
Forse anche per questo Paola nell’immediato non era stata del tutto sicura che fosse lei.
Furono entrambe felici di essersi ritrovate; in fin dei conti ai tempi della scuola erano state inseparabili.
Poi le loro strade si erano divise; ognuna aveva preso la propria direzione, inseguendo i propri sogni.
Paola aveva viaggiato molto, sempre intenta a cercare di salvare il pianeta.
Anche Luisa aveva lasciato il paese per frequentare l’università e si era fidanzata presto.
Tempo dopo però tutte e due erano tornate, si erano sposate e avevano avuto figli e nipoti.
Tutto questo se lo raccontarono la mattina seguente davanti a due cappuccini e due cornetti.
Fu tutto un ridere; era come fossero state catapultate indietro di 40 anni.
Paola parlò di ogni tipo di volontariato al quale si dedicava, del suo attuale impegno per il sociale, tale e quale a quello di un tempo e delle sue odierne battaglie per arginare il cambiamento climatico e frenare il surriscaldamento del pianeta.
Con sua grande sorpresa anche Luisa adesso sembrava interessata a quegli argomenti; anche lei parlava spesso del surriscaldamento.
Sembrava aver preso coscienza dei numerosi disagi che scaturivano da questo ed era consapevole che questi si ripercuetevano non solo sul fisico ma anche sullo spirito.
Diceva che a causa del surriscaldamento aveva dovuto cambiare tutto il suo guardaroba.
Aveva dato alla parrocchia tutti i suoi abiti pesanti, che tanto a causa dell’ eccessivo calore non riusciva più a indossarli e non lo avrebbe potuto fare neanche in seguito perché evidentemente quello stato non era certo momentaneo e non sarebbe affatto rientrato nei giusti binari.
Aveva anche tagliato i capelli; sudava sempre molto a causa di quel surriscaldamento e i capelli corti erano più adatti all’attuale temperatura e maggiormente gestibili.
Mentre Luisa parlava, la soddisfazione di Paola aumentava; finalmente anche riguardo questo argomento erano sulla stessa lunghezza d’onda.
Poi Luisa tirò fuori dalla borsa il suo ventaglio e, mentre se lo agitava davanti alla faccia, domandò:”Ma tu non lo percepisci questo surriscaldamento?”
“Certo che lo percepisco; lo percepiscono tutti, donne, uomini e anche gli animali!”.
Luisa strabuzzò gli occhi: “Uomini? Animali? Ma quando mai gli uomini e gli animali hanno le vampate?
Loro mica vanno in menopausa!”
Paola non sapeva se ridere o piangere; era quello il surriscaldamento del quale parlava Luisa.
Poi decise che era il caso di sorridere. In fin dei conti quelle erano loro, le stesse ragazze di un tempo, quelle due ragazze che si completavano a vicenda, con o senza surriscaldamento.

di Silvia Taccagni

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