
La commedia “Trappola per topi” di Agatha Christie, la signora del giallo, credo che possa detenere il record mondiale assoluto dello spettacolo più rappresentato nello stesso teatro.
Forse anche nel mondo. .
Infatti dalla prima rappresentazione del novembre 1952 nell’Ambassadors Theatre di Londra, le repliche si sono susseguite ininterrottamente, ogni giorno (!!!) fino al 2020 quando sono state sospese a causa del Covid.
Ma dopo poco più di un anno sono state riprese e, a quanto ne so, continuano ancora.
Naturalmente periodicamente saranno cambiati gli interpreti, le scenografie, saranno state apportate modifiche alle situazioni e altro ancora
E certamente le attuali messe in scena saranno un po’ diverse dalle prime esecuzioni.
Non è mia intenzione qui di svelare la trama della commedia.
Vi basti sapere che è una commedia di genere poliziesco, ove non mancano momenti di suspense e di ironia e che, alla fine, ci propina il colpo di scena dove si scopre che il colpevole non è, come nella gran parte delle opere di Agatha Christie, il personaggio sul quale convergevano tutti gli indizi, ma quello che sembrava al di sopra di ogni sospetto.
Quello che mi sorprende è però un altro aspetto.
Quando uno spettatore si reca a teatro per assistere una commedia di genere giallo poliziesco, per non guastarsi il piacere dell’aspettativa, non vorrebbe conoscerne in anticipo come andrà a finire.
Londra è una mega città di quasi dieci milioni di abitanti.
Non posso sapere quanti di questi o delle altre località dell’Inghilterra, abbiano assistito alle rappresentazioni della “Trappola per topi”, e quanti anche più volte.
Non mi azzardo a prospettare cifre.
Ma tanti spettatori certamente vi hanno assistito conoscendone già il colpo di scena finale perché mi rifiuto di credere che fra i dieci milioni di londinesi, per così. tanto tempo non ci sia mai stato qualcuno che si sia vantato di conoscere il colpo di scena finale e che abbia attivato un passa parola, una “spiata”.
Secondo me conoscere già il finale rovina il piacere di assistere alla rappresentazione.
Per la verità anche quando ci rechiamo ad assistere ad un’opera lirica, sappiamo già che fine faranno le varie Tosca, Aida, Madame Butterfly, Manon ecc,
Ma andiamo all’Opera per apprezzane la musica, le prestazioni dei cantanti, per risentire le romanze e le melodie, per apprezzarne gli allestimenti, le scenografie e tanto altro che rendono unica ogni rappresentazione.
Ma in una commedia giallo poliziesca?
Vi potranno essere stati apportati tanti cambiamenti, ma alla fine si arriverà sempre allo stesso colpo di scena finale.
“Trappola per topi” è stata naturalmente rappresentata anche in Italia, ma a quanto io sappia mai per tanto tempo proprio perché, una volta conosciuta la trama, non attirava più gli spettatori.
Come siamo diversi noi italiani dai nostri amici inglesi!
Ricordo qui un episodio di quando frequentavo il Liceo
Dalla biblioteca a disposizione degli studenti, una volta presi in prestito, il romanzo di Edgar Wallace, “il Cerchio Rosso”, un promettente giallo.
Dopo aver iniziato la lettura, e già mi appassionavo ai misteri della vicenda che vi era narrata, dopo una ventina di pagine, sul margine di una di queste, la mano di un sadico studente che mi aveva preceduto nel prestito, aveva scritto, con inchiostro indelebile “L’assassino è …” svelandomene il nome.
Naturalmente, non c’è bisogno di dirlo, quel sadico e oso dire malvagio studente, mi rovinò in maniera incontrovertibile il piacere della lettura.
A proposito, tornando alla commedia “Trappola per topi”, dimenticavo di dirvi che nel colpo di scena finale, viene svelata l’identità dell’assassino che è (CENSURA ) !
Brunetto Magaldi

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