WEN – TRISTEZZA – Lustrini e paillettes – Silvia Taccagni

Nicky West

Quando Sole aveva deciso di partecipare a quel concorso non immaginava nemmeno lontanamente di poter vincere.

E invece proprio lei avrebbe passato una settimana con la sua Rockstar preferita.

Nicky West era il suo idolo fin da quando era una ragazzina e non vedeva l’ora di incontrarlo.

Era entusiasta di poter far parte, anche se per poco, di quel mondo glitterato, pieno di persone allegre e pimpanti, senza problemi, che fanno la bella vita lontano da ogni tipo di stress.

Al suo arrivo alla stazione Nicky non c’era. Si presentò il suo autista, che, da come ciondolava, non sembrava troppo contento dall’incarico che gli era stato affidato.

Senza sprecare troppe parole, la fece salire in auto e si diressero da Nicky.

Lui sembrava molto felice di vederla.

Lei era molto agitata, soprattutto perché la settimana seguente sarebbe stata documentata quasi per intero da un’emittente televisiva.

Già dopo poche ore però Sole si rese conto che Nicky non era poi così affabile, quando non si trovava a favore di telecamera.

In quei rari momenti in cui la troupe televisiva si era presa una pausa, lui si era chiuso in camera sua e lei era rimasta sola, libera di girellare indisturbata per quell’enorme casa, arredata con mobili costosissimi, ma priva personalità.

Niente lì dentro pareva appartenere del tutto a quel ragazzo ormai cresciuto.

Poi le telecamere si accesero di nuovo e Nicky tornò a essere quello che tutti fuori da quella casa conoscevano. Era vivace, affabile e di compagnia; era come Sole lo aveva sempre visto.

La notte, quando i riflettori si spensero, Nicky si intristì di nuovo; prese una bottiglia di vino e si chiuse ancora una volta in camera sua.

La mattina quella bottiglia era vuota e Nicky non ancora del tutto sobrio.

Quando arrivò la troupe però si dette un contegno, interpretando alla perfezione il ruolo di star e lo fece per tutto il giorno, soprattutto durante la festa che il suo agente aveva organizzato per fine serata.

Sole invece si sentiva fuori posto.

Non era abituata a tutta quella mondanità e le creava disagio tutto quello che era lì e che da fuori non si vedeva.

Nel bagno, dove le telecamere non potevano entrare, tutti attingevano a lunghe strisce di polvere bianca.

E poi, in un angolo, una quantità infinita di bottiglie vuote e gente che vomitava fino a farsi uscire gli occhi dalle orbite.

A Sole girò la testa; quello che sentiva adesso era solo un’immensa tristezza.

E fu così per tutti i giorni a venire, finché non arrivò la fine di quella settimana che avrebbe dovuto essere eccezionale.

Invece la situazione aveva preso una piega del tutto inaspettata e adesso Sole era lì che si chiedeva dove fossero tutte quelle persone che aveva immaginato di incontrare, tutta quella gente allegra e pimpante che faceva la bella vita, esente dai problemi.

Al momento dei saluti, con un Nicky effervescente perché di nuovo di fronte alla telecamera, Sole si sentì sollevata. Era felice di tornare alla sua realtà e di lasciare quel mondo vuoto, senza sostanza, sapientemente nascosto dietro una mano di vernice glitterata.

Nonostante la delusione però lei si sentiva ancora legata a quel ragazzo; lui era stato una presenza costante nella sua vita, il protagonista dei suoi sogni di adolescente.

Prima di separarsi lui la baciò su una guancia e lei lo strinse forte, felice di tornare a casa ma dispiaciuta di lasciarlo lì.

di Silvia Taccagni

Rispondi