WEN – TRISTEZZA – Tris di tazze – Luigi De Rosa

Davanti a lui c’erano tre tazze, ognuna con una bevanda differente: caffè, tè e cioccolata.
Le aveva preparate in momenti diversi, perché fossero pronte da bere nello stesso preciso momento. Infatti il contenuto delle tre tazze era talmente caldo da essere fumante.
«Quale bevo per prima?» si chiese, spostando gli occhi da una bevanda all’altra.
Decise di andare in ordine di grandezza. Il caffè è contenuto in tazzine più piccole rispetto a cioccolata e tè, quindi scelse prima quello.
Lo preso nero e amaro.
Il risultato fu che avrebbe voluto alzarsi e gettare tutto ciò che si trovava dalla finestra. I nervi gli erano schizzati fin sopra i capelli al punto da rizzarli come fossero stati colpiti da una scossa elettrica.
Lui era triste, e ora che aveva bevuto il caffè si sentiva anche incazzato.
«Non va bene» disse.
Si posizionò sulla sedia, davanti alle restanti due tazze.
Ancora una volta i suoi occhi passarono da una tazza all’altra più e più volte. Poi si ricordò della regola che si era dato sulla grandezza, e prese il tè.
L’aveva preparato usando una miscela che gli era stata regalata a Natale. Si prese una bella sorsata, al punto che si scottò la lingua.
«È buono, ma è come se mancasse qualcosa» disse rimettendo la tazza semivuota.
Si sentiva meglio, come se il suo corpo volesse addormentarsi, ma non si sentiva soddisfatto.
«Capisco perché ogni volta che viene consumato il tè è sempre accompagnato da biscotti o pasticcini. Anche se è buono, non è abbastanza forte come il caffè. È come se dovesse essere sempre accompagnato da qualcosa di più dolce»
Era ancora triste, ma il tè aveva avuto l’effetto di calmare la sua rabbia da caffeina.
Restava solo una tazza. La cioccolata calda.
La prese e la portò alle labbra.
Il minimo contatto sembrò rilasciare le endorfine.
Si abbandonò sullo schienale della sedia come se si fosse finalmente tolto un peso dalle spalle.
«La cioccolata vince sempre» disse continuando a sorseggiare la bevanda.
Ora la tristezza se ne stava andando. Non l’avrebbe cacciata via tanto facilmente, ma ora sapeva come affrontarla meglio.

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