
Nelle acque del mare
ho riposato il mio corpo
Le membra stanche faticano a ricevere il dono
di immateriale leggerezza
Finché non rilasciano ogni resistenza e sprofondano
giù, sempre più giù
Cullato dalle vibrazioni delle onde, il mio essere
ha subito una trasformazione
I sensi tutti, allertati, godono di un’improvvisata
visione
Sono al cospetto di Teti e della sua reggia
Le nereidi, languidamente danzanti
mi frizionano con olii essenziali,
di trasparenza ricoprono le mie nudità
Inginocchiata di fronte al tuo trono,
in trepida attesa, aspetto il tuo vaticinio
Forse saprai indicarmi quale sacrificio
mi renderà degna dei tuoi doni
di Chiara Sardelli

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