
Edizione gradevole con la veste un po’ seppiata per cui anche le foto attuali sembrano d’epoca (belle anche quelle a colori come il quadro di Llewellyn Lloyd), poi una scrittura essenziale a frasi brevi che mi corrisponde.
Si capisce che c’è stato un gran lavoro di ricerca che ha coinvolto e appassionato l’autrice, per cui è riuscita a ricreare quell’atmosfera fiorentina di quando era frequentata da tanti stranieri illustri. Che fascino quegli incontri. Nel libro non si parla infatti solo di due donne di forte personalità, ma di un’intera epoca e dei personaggi che l’hanno vivacizzata.
Ho imparato tanto e ricevuto stimoli da questa lettura.
Andrò a vedere la palazzina di via Michele di Lando, non lontano da dove abita mio figlio.
Mi sono sentita a casa con Villa Lo Spedaluzzo in via Bolognese all’angolo di via dei Bruni che percorro spesso andando a casa mia alle Cure in via della Piazzuola.
Interessante per me la storia di Palazzo Guadagni, come scoprire che il nome Maggio Musicale, quando nasce questa manifestazione nel 1933, è scelto dallo stesso Mussolini. Bravo.
Sono andata a risfogliare il libro su una mostra a Firenze del pittore Llewellyn Lloyd. Mostra persa, ma lui con i suoi quadri mi smuove emozioni.
Mi sono immedesimata quando Gisella si descrive invecchiata con il pianoforte sempre chiuso e la sola lettura come consolazione.
Quando si parla di Alfred Einstein, cugino di Albert, mi è venuto in mente un altro cugino, Robert, la cui tristissima vicenda è stata raccontata nel libro ‘Il cielo cade’ e con il film girato a Villa Pozzolini a Viliani/Bivigliano.

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