Carlo Menzinger legge “Le colpe che c’imponiamo”, antologia

Le colpe che c’imponiamo” (29/09/2023) è un titolo un po’ ostico, che fatico a mandare a memoria. Peccato perché, invece, è uno di quei libri da ricordare, che vorrei ricordarmi.

Si tratta di una bell’antologia edita da Kipple Officina Libraria e curata dallo stesso editore Lukha B. Kremo e Sandro Battisti e che riunisce i racconti finalisti del Premio Kipple 2023., scritti da Axa Lydia Vallotto, Tea C. Blanc, Giuliano Cannoletta, Debora Donadel, Carlo Menzinger di Preussenthal, Paola Viezzi e Vanessa West.

Si tratta di sette storie particolarmente attinenti alla linea editoriale della casa editrice, che dalla sua nascita privilegia il fantastico e il weird. È insomma una raccolta di fantascienza o, se preferite, speculative fiction.

Nel primo racconto, quello che dà il titolo al volume, “Le colpe che c’imponiamo”, di Axa Lydia Vallotto, la piccola protagonista vive su Prometheus B un pianeta povero, privo persino dei servizi essenziali. Non è umana (ma una maltjia), anche se un po’ lo sembra. Viene venduta da bambina perché la sua specie produce trivialina, una sostanza per loro simile all’adrenalina, generata dalla paura. Produrla comporta quindi la necessità di spaventare questi pacifici alieni.

Yagé” è il titolo del secondo racconto, di Tea C. Blanc.

Che cosa potrebbe accadere poi se una donna il cui semplice tocco porta la morte e che per mestiere pratica l’eutanasia si incontrasse con un uomo che in nessun modo può essere ucciso e che fa la pubblicità del veleno per topi ingurgitandolo in diretta? Sarà possibile l’amore almeno tra loro, condannati altrimenti a un’ineluttabile solitudine? Si scopre in “Storia di una donna che uccideva con un tocco e di un uomo che non poteva morire” di Giuliano Cannoletta.

Ecco poi in “Senza fiato” di Debora Donadel” una Trieste e un mondo in cui non si respira più, dove la gente cerca di avere accesso alle serre o meglio ancora alle bolle per sopravvivere.

In un mondo dove una sorta di super-social media, Mindnation (già comparso in altri racconti di Carlo Menzinger[1]) controlla tutto e tutti e dove i ribelli stempunk contrari alla rete sono combattuti da robot modulari, costituiti da miriadi di microrobot riassemblabili, una di queste macchine da guerra all’improvviso prende coscienza. Questo in sintesi il racconto “Noi siamo” di Carlo Menzinger.

Incontriamo quindi nel racconto di Paola Viezzi “Bucaneve” un amore cannibale e folle mentre in “Asse inclinato” di Vanessa West su satelliti lontani si viaggia nella memoria degli antichi terrestri ormai estinti e si specula su mondi privi di un asse inclinato e quindi di stagioni.

Insomma, si direbbe che i racconti siano accomunati da una visione piuttosto distopica e pessimistica del futuro, descritto con una fantasia che si lascia sedurre dal desiderio di narrare realtà diverse, weird. Il volume, con copertina di Ksenja Laginja, è arricchito da immagini a colori che descrivono ciascun racconto


[1] Alcuni racconti in cui compare Mindnation sono “Corputer” (IF -Insolito & Fantastico n. 22 “Corpo & Computer” – Edizioni Odoya e “Quel che resta di Firenze” – Edizioni Tabula fati), “Il Consulente del Lavoro” – “Prospettive.Ing – Art. 1 Costituzione italiana”, “Prigioniero del sogno” – inedito, “Cambio di missione” – “ProspettiveIng – Metamorfosi” (in cui compare anche Alamor 24Z, protagonista di “Noi siamo”), “La soluzione di Susanna” – “ProspettiveIng – Metamorfosi”.

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