
“Primule, violaciocche e garofani rossi” (Tabula fati, 2023) di Rosa Romano, nonostante il titolo non è un testo di botanica e non parla di fiori, ma una raccolta di diciassette racconti di persone, soprattutto donne. Storie che ci parlano di amori (giovanili o senili), matrimoni, morti e funerali, di invecchiamenti e amicizie ritrovate, di case che si svuotano e di gente che ritorna, di ricordi di infanzie passate, di piccole e grandi battaglie, persino politiche e per la libertà, di prostituzione, di figlie perdute che dormono nei loro letti, di figlie adottive che vorrebbero conoscere i propri genitori, di piatti spezzati che la saggezza di una vecchia pazza può rendere nuovi, come i nostri cuori, come le nostre vite.
“Primule, violaciocche e garofani rossi” è insomma un mazzolino di vite, di storie, di persone, tenute assieme dall’essere umani, sempre. Primule simbolo di primavera e giovinezza, violacciocche simbolo di fedeltà e amori ritrovati, garofani rossi simbolo di amore e orgoglio. Simbolo anche politico.
di Carlo Menzinger

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