
Il mondo delle Limousine, un fantasy.
Non conosco il mondo dei Vip (si dice ancora così?) se non dai film che parlano di alta finanza, di uomini d’affari spregiudicati che maneggiando interessi planetari, stendono le mani su noi comuni mortali, con supponenza e cinismo. Lo spazio che si nasconde dietro i vetri oscurati, antisommossa di una Limousine mi è estraneo, quindi questo libro è stato per me un tuffo in un’atmosfera aliena, quasi fantasy. Proprio per questo mi ha interessato.
È evidente che l’autore Paolo Orsini invece lo ha conosciuto da vicino nella vita precedente a quella di scrittore, per come si addentra nella descrizione dei personaggi, dei loro maneggi, dei loro intrattenimenti. Ma forse, come sempre, perché ama provocare, trasgredire, e riesce a far emergere l’umanità dei protagonisti pur nelle loro più forti contraddizioni.
In questo libro donne e uomini, anche i più cinici arrampicatori sociali, infatti, sveleranno pensieri amorosi, intimità tenere, alla ricerca, senza il coraggio di confessarselo, di relazioni autentiche.
Il protagonista, Giovanni, è audace, costruttore di trame e tranelli, si muove in un mondo fuori da orizzonti comuni. È capace di amicizia ma cede alla ricerca del successo e del denaro che gli serve per una vita esclusiva e dispendiosa. Da mattatore qual è si rapporta con un universo di donne e con ognuna sperimenta approcci diversi. Prova anche, in assoluta contraddizione con i suoi pensieri quotidiani, a costruire una relazione d’amore, un rapporto di coppia con il sogno di avere figli.
Nel suo mondo d’affari però le donne sono bellissime, elegantissime suppellettili che gli uomini esibiscono come gadget. Anche loro ciniche arrampicatrici, subdole strateghe (fa rima con streghe), che non si risparmieranno sgambetti e pugnalate alle spalle pur di guadagnarsi uno spazio nel mondo del privilegio.
Ma un’altra donna emerge: la più vincente, la più imprendibile, la più sconvolgente, il frutto proibito. Penelope, nome improbabile per una top manager di inarrivabile potere! O forse anche lei, come l’altra regina di Itaca, fa e disfa la tela per ritardare l’inesorabile avanzare degli anni, in attesa del suo Ulisse.
Eccolo comparire, improvviso: Giovanni le propone un affare tanto allettante quanto trasgressivo. Una sfida giusta per lei.
Non resisterà a questo uomo (italiano) bello, elegante, raffinato che oltre al resto è un fantastico domatore di elicotteri.
Anche lui però ha un tallone d’Achille. Una volta scaraventato di fronte alla crudezza del proprio destino che lo espone all’umana fragilità, arriverà a una conversione: un improvviso bisogno di appianare le discordie, di sanare i torti fatti, di intraprendere una mega rivoluzione finanziaria politically correct.
Anche i più spietati sono quindi disposti a buttare all’aria tutto ciò che avevano faticosamente costruito ignorando la propria umanità e calpestando quella degli altri.
Tante sfide, che conducono all’imprevisto finale tragico, da tragedia greca. Sorprese fino all’ultimo tuffo, da tenere il fiato sospeso.
Caterina Perrone

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