
Ambientato in una Barcellona Pozzo di Gotto alle prese con la raccolta differenziata che funziona a singhiozzo, il maresciallo Mariangelo, turbato per l’abbandono da parte della moglie, insieme a una psicologa inviata dal ministero, si ritrova a indagare sull’omicidio del figlio illegittimo di un benestante gioielliere, il quale non aveva dimenticato l’avventura al di fuori del tetto coniugale, lasciando una fetta di eredità anche a quel figlio illegittimo. Questa è la seconda avventura del Maresciallo Mariangelo. L’indagine porta a galla molte verità nascoste insieme a risentimenti, egoismi e fragilità che coinvolgeranno tutti i vari protagonisti del giallo fino alla fine. Il libro è ben scritto e coinvolgente, di un autore Nino Genovese, che pare aver trovato la sua strada con il giallo, inventando un credibile personaggio seriale come il maresciallo Mariangelo che si muove agevolmente nella sua Barcellona Pozzo di Gotto, percossa da un caldo vento di scirocco o dal freddo maestrale che arriva dal mare. Questo romanzo non si limita a raccontare una serie di misteri, ma si caratterizza per un’accurata ambientazione, sia paesaggistica che culturale, la Sicilia, che coi suoi meravigliosi colori e profumi diventa a sua volta essa stessa parte integrande del romanzo. È la Sicilia delle spiagge di Cicerata dei vigneti di Barcellona, delle Eolie come scenario di fondo; dei cannoli ripieni di ricotta, delle espressioni dialettali (poche ma efficaci). L’autore padroneggia con maestria le tecniche del giallo, perfezionate dopo molte storie pubblicate: la profilazione attraente dei personaggi, con le loro peculiarità verosimili; l’ambientazione perfettamente conosciuta (Genovese è nato a Barcellona), così i suoi personaggi possono camminare su strade conosciute, frequentare spiagge e locali facilmente rintracciabili nella geografia cittadina. La struttura narrativa è di stampo classico, con i continui colpi di scena e il procedere graduale nello svelamento dei misteri, fatto con abilità dall’autore che lascia il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, come succede nei thriller di qualità.

di Jimmie Maria Gloria Messeri

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