
Il trattato di Ginevra del 20 febbraio 1948 si colloca in uno scenario alternativo dove oltre all’invasione della Francia, viene attuata l’Operazione Tannenbaum ossia l’invasione della Svizzera (25 giugno 1940 – 16 aprile 1941).
Nonostante la migliore preparazione dell’Italia e della Germania in questo scenario l’apparente vittoria sulla Svizzera, la resistenza svizzera agisce nell’ ombra consumando risorse all’occupante.
Il Trattato di Ginevra del 20 febbraio è un trattato di pace che di fatto sancisce l’allargamento del territorio della Svizzera ai danni dell’Italia e la perdita della provincia di Imperia che diventa territorio francese. La provincia di Gorizia e Trieste sono territorio Yugoslavo sotto il nome del “Territorio di Gorica e Territorio di Trst”. L’esodo dai territori ex territori italiani assume proporzioni non indifferenti tale da essere ricordato come “Il giorno del Grande Esodo”.
Questo trattato sancisce la fine del Regno di Italia seguito da grandi manifestazioni nelle quali si esprime lo sdegno verso un Re che ha abbracciato gli ideali fascisti portando prima guerra e poi alla sconfitta l’Italia. Nel Trattato di Ginevra l’Italia dovrà accettare condizioni simili a quella della Germania per quanto riguarda il giudizio di criminali di guerra. L’Italia che ne sarebbe uscita sarebbe stata una Italia Repubblicana ma di principi tradizionalisti e di forte spinta revancista che avrebbe portato ben presto a nuovi scontri di frontiera.
Francesco Giglielmino

Rispondi