WEN – AMICIZIA – Giulietta- Manna Parsì

Nina aveva settantacinque anni quando incontrò per la prima volta Giulietta.
Quel giorno era andata a fare spese e quando tornò a casa Giulietta saltò fuori dalla borsa. Un batuffolo bianco e nero di un paio di mesi e, ancor prima che Nina potesse reagire, era già sopra al tavolo della cucina e annusava tutto.
Nina la guardava con stupore perché da tanto non vedeva un altro essere vivente in casa. Da quando era diventata vedova la solitudine e il silenzio erano i suoi compagni di vita. Ogni tanto una vicina di casa veniva a trovarla ma avevano poco o niente da dirsi e dopo una tazza di caffè l’altra anziana con voce stanca le diceva: “Alla prossima, se ci sarà una prossima!”.
Mentre Nina decideva cosa fare, Giulietta era già sopra il mobile della cucina e da lì sulla cappa. La vicina a sentire tanto baccano da quella casa silenziosa andò a bussare alla porta per sapere cosa stesse succedendo . Nina aprì con la gatta in braccia. “Oggi ho un ospite”, le disse sorridente.

Quando rimasero sole preparò qualcosa da mangiare per la gattina, che continuava ad annusare ogni angolo della casa. “Oggi puoi rimanere qui perché piove ma domani te ne devi andare. Siamo d’accordo ?” le disse perplessa. Quel giorno rimasero in casa per la pioggia. La sera Giulietta si mise a dormire vicino a Nina. Durante la notte la gatta girò e rigirò e poi si mise sul pancione della donna svegliandola. Nina cominciò a ridere sballottandola su e giù la gatta, che lo prese per un gioco e addio dormire. La mattina dopo quando Nina si svegliò Giulietta era già in giro. Dopo la colazione le disse: “E’ l’ora di andare via. Oggi ho tanto da fare nell’orto”, aprendo la porta. Ma Giulietta rimase ferma nel corridoio. Nina pensò che uscendo dalla casa la gattina la seguisse e fu così. Ma invece di uscire dal cancello del giardino la gatta entrò nell’orto. Per tutto il tempo che Nina era impegnata con l’ orto, Giulietta cacciò un paio di mosche, spezzò la coda di una lucertola e corse dietro alle farfalline bianche. Dopodiché tornarono insieme in casa. Nina preparò un pranzo leggero che anche la gatta mangiò con appetito e prima che potesse pensare ad altro Giulietta si era già addormentata in unangolo del suo letto. Nina la guardò con tenerezza e affetto e pensò di sceglierle un nome.
Giulietta era il nome di una sua cara amica delle elementari. L’unica amica che avesse mai avuta nella sua vita. Erano i tempi duri della guerra e ogni giorno le ragazze dopo la scuola dovevano tornare in fretta a casa per paura dei bombardamenti. Si mettevano dietro le finestre e guardavano fuori i soldati che facevano salire la gente su camion. Un giorno all’improvviso l’amica sparì. Nina non seppe più nulla di lei e della sua famiglia. La madre le diceva che la guerra portava fame e miseria ed ognuno se la cavava come poteva, anche andandosene.

Fu così che Giulietta diventò l’altra metà di Nina, quella parte pura e innocente. Passavano le giornate nell’orto e quando pioveva restavano in casa. Nina beveva una tazza di tè mentre Giulietta si stendeva davanti al camino e ascoltava le filastrocche che lei canticchiava lavorando ai ferri.
Quando Giulietta partoriva, Nina le rimaneva tutto il tempo vicina e controllava che i cuccioli fossero vivi e che respirassero. Poi puliva i gattini con un panno umido.
Giulietta la guardava con gratitudine.
La casa di Nina ora era piena di vita, non soltanto per l’arrivo dei cuccioli ma anche dei bambini che correvano a vedere le nuove cucciolate e Nina regalava a chi lo ne volesse uno.
Quando Nina cominciò a diventare lenta nei movimenti e le chiedevano se avesse bisogno di un aiuto, l’anziana rispondeva che c’era già Giulietta. Durante le passeggiate la gatta non correva più avanti per cacciare le farfalle o cercare le lucertole, ma camminava stretta alla sua padrona. Quando Nina perse l’udito l’avvisava dell’arrivo del corriere per la spesa o del postino o delle visite, dandole tocchetti sul braccio.
Quando Nina morì, i familiari vollero portare Giulietta con loro. Ma lei ogni volta tornava al cimitero. Molte volte la trovarono che dormiva sulla tomba di Nina. La lasciarono in pace . Lei trovò i nuovi amici alcuni randagi e gli altri con i padroni che erano sepolti lì e continuò la sua vita vicino alla sua Nina.

di Manna Parsì

Una risposta a “WEN – AMICIZIA – Giulietta- Manna Parsì”

  1. Storia tenerissima raccontata con grande delicatezza d’animo e di forma. Brava!

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