WEN – AMICIZIA – Una strana amicizia (2a versione) – Massimo Acciai Baggiani & Milena Beltrandi

La donna guardò la figlia come se la volesse strangolare, quindi, con voce gelida, sibilò: «Tu non frequenterai più quel ragazzo. Senza “se” e senza “ma”. Discorso chiuso.»

«Ma mamma, Luigi è un bravo raga…»

«Basta! Non è la compagnia giusta per te, Dio sarebbe scontento e tu non vuoi dispiacere al Signore tuo Dio, vero?»

La ragazza aveva la faccia rossa e le lacrime che premevano per uscire abbondanti.

«La nostra è un’amicizia innocente e sincera» disse la ragazza, dopo una pausa carica di tensione. «Non credo che Dio avrebbe qualcosa in contrario…»

La donna la fulminò con lo sguardo, quindi andò a prendere un libro dallo scaffale.

«Leggiamo insieme la Bibbia. Ecco qui, Prima lettera ai Corinzi, 15.33. Leggi.» Ordinò mettendo il libro aperto in mano alla figlia con mala grazia.

«Conosco questo versetto, “Non siate sviati. Le cattive compagnie corrompono le utili abitudini”, ma…»

«E leggi anche la lettera agli Efesini 6.1.»

«“Figli, siate ubbidienti ai vostri genitori unitamente al Signore, poiché questo è giusto”. Conosco anche questo, ma ti assicuro che…»

«Hai ancora il coraggio di parlare? Sai bene che quel ragazzo non fa parte della Congregazione.»

«Ma anche lui crede in Dio, e se tu lo conoscessi meglio…»

«Ripeto, non è della Congregazione. Sarà distrutto nella battaglia di Armageddon. Tu rimani sulla retta via.»

La ragazza si alzò e se ne andò sbattendo la porta. Salì in camera sua e si buttò sul letto, dando finalmente sfogo alle sue lacrime. Non era giusto. Non era per nulla giusto. Tra lei e Luigi c’era stato uno scambio puro e innocente, non c’era affatto il peccato che ci vedeva sua madre. Riandò con la memoria al momento in cui lo aveva conosciuto, qualche mese prima. Non aveva detto nulla ai genitori proprio prevedendo una reazione del genere.

Aveva detto che sarebbe andata a fare un giro in bicicletta per rassicurare la madre sempre attenta e sospettosa. Voleva arrivare ai confini della Congregazione convinta che dall’alta parte di quel muro alto e spesso che, dicevano gli Anziani, era stato costruito per proteggere la gente della Congregazione, ci fosse qualcosa di diverso da quanto raccontavano. Era vietato dai Padri Fondatori avvicinarsi al recinto di protezione ma lei, giovane e ribelle, aveva escogitato un piano per eludere la sorveglianza delle guardie e, a questo scopo, si era portata nel cestino Pitucchi il piccolo volpino bianco, un cagnolino simpatico e ribelle quanto lei.

«Pitucchi torna qui, piccolo su corri vieni a vedere cos’ho per te!» aveva iniziato a chiamare quando le guardie del recinto si erano avvicinate minacciose. Il cagnolino aveva superato la linea gialla e abbaiava contento chiamando a sé la padroncina ma lei non poteva farlo, era severamente vietato e le guardie la tenevano sotto controllo. A quell’ora era praticamente impossibile per le sentinelle tenere d’occhio il via vai dei fornitori intorno alla barriera e la linea gialla e, considerando la situazione, dopo essersi consultati, preferirono spostarsi consentendo alla giovane di recuperare il proprio cane.

Quello che Rachele voleva: raggiunse il cucciolo e si affacciò alla presa d’aria, le sarebbe bastato dare un’occhiata ma le pale di ventilazione l’agganciarono e la sputarono all’esterno. Rachele cercò disperatamente di stare in piedi, il cuore le batteva impazzito e non aveva il coraggio di guardare. Non avvertì il calore insopportabile del fuoco purificatore e, nonostante la tensione, aprì gli occhi. Era atterrata su un grande prato verde, meravigliata dai colori vivaci stava per urlare la sua sorpresa quando qualcuno l’afferrò tappandole la bocca con la mano.

«Zitta vuoi farci ammazzare? Se prometti di non metterti a urlare ti lascio.» le aveva detto una voce giovane e chiara, lei aveva risposto con un cenno della testa e quando la presa si era allentata si era girata. Davanti a lei il bel ragazzo alto e moro le stava sorridendo. Lo conosceva: l’aveva visto al mercato del venerdì, al banco dei formaggi.

«Sei della Congregazione come hai fatto a uscire? Tranquilla non voglio denunciarti, anche io sarei nei guai, noi non possiamo avvicinarci al muro senza autorizzazione. Mi chiamo Luigi, ti ho visto qualche volta al mercato tra le donne, come ti chiami?» le chiese invitandola a seguirlo in un punto fuori dal raggio delle telecamere di sorveglianza.

«Rachele anche io ti conosco. Volevo vedere con i miei occhi l’inferno fuori dalle mura, la furia di Dio sui peccatori, gli adulteri e i fornicatori, volevo vedere gli Angeli Neri che vivono nel fuoco. Ma qui è tutto bellissimo: i fiori, l’erba è verde e guarda il cielo non è tutto meraviglioso? Ma tu abiti qui fuori? Tra peccatori e infedeli, non hai paura che Dio ti fulmini?» Rachele si guardava intorno stupita e sconvolta allo stesso tempo, mai avrebbe pensato che i Padri Fondatori potessero mentire.

«Ehi quanta fantasia: inferno, peccatori, fuoco e distruzione, perché mai? Dio è buono misericordioso perché dovrebbe distruggere le proprie creature? Guarda che meraviglia la natura. Voi della Congregazione siete attaccati alle Scritture, avete paura che Dio vi rinneghi se non seguite alla lettera ciò che è stato scritto da uomini ispirati. È stato l’uomo antico che ha distrutto la Terra con la sua prepotenza, ignorando i segnali della natura, arrivando a pochi passi dal punto di non ritorno. Ma Dio ha infuso il suo spirito di nuovo e le persone si sono svegliate in grado di comprendere cosa fosse buono e cosa andasse fatto per chiedere scusa alla terra e, come vedi, c’è riuscito.» disse il ragazzo allungandole la mano, un chiaro invito a seguirlo senza timore.

E così Rachele vide il mondo esterno, Luigi le spiegò come venivano coltivate le verdure con il consumo minimo di acqua, facendole paragoni con quanto era invece stato sprecato fino alla metà del XXI secolo, le mostrò il suo gregge e le fece toccare una capretta appena nata, assaggiare una mela maturata al sole, gioendo ogni volta che si rendeva conto di come la ragazza fosse all’oscuro della storia, confermando che la “Congregazione dei folli”, così la chiamava il suo vecchio, imponesse ai propri adepti di tenere gli occhi solo sulla vecchia Bibbia. Prima che si facesse troppo tardi, Luigi accompagnò la sua giovane amica alla crepa del muro che usava lui per entrare e uscire indisturbato e, grazie a quella, poterono incontrarsi altre volte.

Insieme apprezzavano i progressi dei “Liberi” anche loro fedeli a Dio e al suo Creato, nel grande compito di ristabilire l’equilibrio della natura e lentamente, un sorriso dopo l’altro, i due ragazzi si innamorarono nonostante sapessero quanto fosse proibito loro frequentarsi – ogni forma religiosa aveva leggi severe in merito –. Avrebbero continuato a vedersi di nascosto ad amarsi senza peccato, perché l’amore non è mai peccato, se la mamma di Rachele, nel giorno di mercato, non avesse notato lo sguardo dolce di Luigi per sua figlia e non avesse visto la mano di lei sfiorarlo con quella complicità tipica degli innamorati.

Foto di Suhyeon Choi su Unsplash

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