WEN – ARCHITETTURA – La torre di Pisa – Brunetto Magaldi

Quando frequentavo l’Università di Pisa, fra gli studenti circolava una strana diceria con la quale si affermava che chi, durante gli anni di studio, fosse salito sulla Torre pendente, non avrebbe mai conseguito la laurea.
Sembra che tale strana credenza sia derivata da un fatto realmente accaduto nei primi anni del secolo scorso.
Uno studente, alla viglia della discussione della tesi di laurea, salito sulla Torre, cadde dal penultimo anello.
Cadde o si lasciò cadere?
Si venne poi a sapere che lo studente in parola aveva nascosto ai suoi genitori, che si preparavano a festeggiare il coronamento dei suoi studi, la sua reale situazione e di essere ancora ben lontano dall’aver superato tutti gli esami.
Io non sono scaramantico ma, ad ogni buon conto, durante tutto il periodo degli studi universitari a Pisa, non sono mai salito sulla torre pendente e ho conseguito la laurea in ingegneria.
Un’altra leggenda narra che Bonanno Pisano, l’architetto cui si deve la progettazione e la realizzazione della Torre di Pisa, oggi la torre più famosa d’Italia e forse del mondo, fosse gobbo.
E chissà per quale arcano mistero la sua torre, che certo non era stata concepita per pendere, ha voluto imitarlo.
Bonanno, ispirandosi all’architettura bizantina, aveva progettato il campanile per il Duomo pisano non legato alla struttura principale, come era prassi consolidata, ma realizzando una torre isolata che avrebbe avuto un grande impatto architettonico.
Oltre tutto con l’inusuale forma a base circolare.
Quando già al momento della realizzazione del terzo anello, si accorse che la torre non veniva su dritta, cercò di rimediare alleggerendo la struttura dalla parte in cui la torre pendeva e cercando di appesantirla dalla parte opposta.
E così fecero gli architetti che portarono a compimento l’opera.
Ma la torre rimase pendente per la gioia dei tanti turisti che oggi si fanno fotografare simulando di sorreggerla.
La Torre di Pisa, nel corso dei secoli, continuò a pendere finché, nel secolo scorso, si cominciò a paventare che, da un giorno all’altro potesse crollare.
Finché la perpendicolare calata dal baricentro della struttura rimaneva all’interno del cerchio di base, la Torre non sarebbe crollata.
Ma se usciva dal cerchio di base?
Si cominciò a misurarne l’inclinazione che, di anno in anno, aumentava in modo preoccupante.
Io stesso ho partecipato, quando studiavo all’università, a una di queste misurazioni rilevando, in quell’occasione, ancora l’aumento di un paio di millimetri nell’inclinazione della torre.
Negli ultimi anni del secolo scorso però, si è provveduto, con idonei e massicci interventi mirati, a rafforzarne le fondazioni.
La Torre di Pisa sembra essersi finalmente stabilizzata, l’inclinazione non è aumentata e non preoccupa più.
Tuttavia, ricordo che quando mia zia Nina, suora di clausura a Bologna, dove per inciso le torri che pendono non mancano di certo, seppe che frequentavo l’Università di Pisa, mi fece pervenire la seguente raccomandazione:<<Quando passi nelle vicinanze della torre, passa sempre dalla parte in cui non pende!>>.
Io, anche adesso, seguendo il suo consiglio, quando mi trovo a Pisa, nelle vicinanze della Torre, passo sempre dalla parte opposta alla pendenza.


Brunetto Magaldi

2 risposte a “WEN – ARCHITETTURA – La torre di Pisa – Brunetto Magaldi”

  1. Brunetto, il fascino dei ricordi, il buon garbo nell’affabulazione, lo stile impeccabile e l’ironia verso se stessi e gli altri sono strumenti che tu usi magistralmente, come un ottimo direttore d’orchestra, per dare vita a un racconto pregevole. Leggerti è sempre un piacere! 

  2. Brunetto, il fascino dei ricordi, il buon garbo nell’affabulazione, lo stile impeccabile e l’ironia verso se stessi e gli altri sono strumenti che tu usi magistralmente, come un ottimo direttore d’orchestra, per dare vita a un racconto pregevole. Leggerti è sempre un piacere! 

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