WEN – CARESTIA – Le brioches di Maria Antonietta – Brunetto Magaldi

“Carestia, carestia” usano invocare i contadini cinesi nell’imminenza dei loro raccolti.

È un’invocazione scaramantica per convincere gli dei che i raccolti non saranno quelli sperati.

Infatti, nelle loro credenze, gli dei, invidiosi, potrebbero scatenarsi con grandinate o alluvioni per rovinarne il buon esito.

Le carestie, nella loro accezione, di scarsità o addirittura mancanza di derrate alimentari, provocate da cause naturali non prevedibili o non previste, o da guerre e sconvolgimenti politici si sono susseguite periodicamente nei secoli, praticamente in tutti paesi, sempre provocando specie fra gli strati più umili e indifesi delle popolazioni, fame, miseria e morte.

Una terribile carestia, con l’assoluta mancanza di farina colpì la Francia nell’inverno del 1785.

Particolarmente ne fu interessata la zona dell’Ile de France intorno a Parigi.

Le devastanti grandinate durante l’estate a cui si aggiunsero poi le inondazioni causate dallo straripamento della Senna e della Marna, avevano quasi completamente distrutto le coltivazioni del grano e degli altri cereali.

Le poche quantità di farina che i mulini erano stati in grado di produrre erano finite nelle mani degli accaparratori che le avevano messe a disposizione, a caro prezzo, dei ceti più abbienti.

A Parigi la farina era introvabile, e i pochi forni che riuscivano a produrre limitate quantità di pane erano   presi d’assalto.

Il popolo era affamato e tumultuava chiedendo il pane.  

Fu in questa esplosiva situazione che si sparse la voce che la Regina Maria Antonietta, riferendosi al popolo affamato, avesse pronunciato, in una conversazione con le sue dame di compagnia, la frase:  

“Se non hanno più pane che mangino le brioches”

La frase passò di bocca in bocca, aumentandone via via il contenuto cinico e beffardo.

Non contribuì certo a mitigare l’astio che il popolino di Parigi cominciava già a nutrire verso la monarchia e in particolare verso la Regina, che con disprezzo veniva chiamata, l’Austriaca,  che mai era stata benvoluta e che mai era riuscita a conquistarne la simpatia. 

E qualche anno dopo, durante gli anni del terrore, la frase le fu anche rinfacciata nel processo farsa che la condannò alla ghigliottina.

Ma questa frase fu veramente pronunciata da Maria Antonietta?

E se sì in quale contesto?

Nemmeno Madame Campan, prima cameriera della regina così attenta, minuziosa e puntuale nelle sue “Mémoires sur la vie privée de Marie Antoinette”ne fa cenno. 

No, no Maria Antonietta non pronunciò mai quella tremenda frase che le venne attribuita.

Un maligno e malintenzionato servitore ascoltò un brano di una sua conversazione con le dame di compagnia, e poi lo diffuse a modo suo coll’intento di screditare la Regina.

Maria Antonietta stava raccontando un episodio che era capitato qualche anno prima a un gentiluomo di corte.

Questi dopo una battuta di caccia, affaticato e affamato, si era recato nella panetteria di un piccolo villaggio vicino, per comprare del pane.

“Il pane è finito” gli disse il panettiere “Se vuole ci sarebbero rimaste queste brioches “

“E va bene” rispose il gentiluomo “Se il pane è finito mi accontenterò di mangiare le brioches”

Povera Maria Antonietta infamata per una frase che non aveva mai pronunciato, che non aveva mai nemmeno pensato e che tuttora continua a esserle attribuita.

Ma purtroppo si sa, quando una falsa notizia viene ripetuta dieci, cento, mille volte, diventa per tutti una verità.

Maria Antonia Giuseppa Giovanna d’Asburgo-Lorena, nota semplicemente come Maria Antonietta (Vienna2 novembre 1755 – Parigi16 ottobre 1793). Fu l’ultima regina di Francia dell’ancien régime.

di Brunetto Magaldi

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