WEN – CINEMA – L’appassionata di cinema – Laura Gronchi

La prima pagina che vado a cercare su un quotidiano, o un qualsiasi periodico recente, è quella dei nuovi film in uscita.
Amo perdermi nelle trame, sapere quali sono gli attori che interpretano i personaggi, li immagino mentre recitano e già vedo amori, inseguimenti e sparatorie svolgersi davanti agli occhi.
Però devo dire che negli ultimi tempi non vado granché al cinema.
Prima del Covid mi risultava facile chiamare le amiche per uscire, adesso mi sembrano cambiate, le sento più fredde, questo mi frena, non riesco a essere spontanea come una volta.
Prendo il telefono e mi blocco, ci penso sopra, mi figuro una reazione infastidita dall’altra parte della cornetta, e finisce che spengo tutto e ripongo l’apparecchio in borsa.
Pertanto, in genere, siamo io e il consorte ad andare, anche lui appassionato di cinema e compagno ideale per qualsiasi tipo di proiezione.
Non c’è però il clima che si creava con gli amici. Mancano gli scambi di battute mentre fumavamo l’ultima sigaretta davanti all’entrata, l’aspettativa che ci faceva fremere durante la fila per il biglietto, i pareri sussurrati in sala, le risate e i batticuori condivisi, i commenti prima di tornare a casa.
Gli attori erano stati all’altezza?
Film avvincente o soporifero?
Effetti speciali bellissimi, credibili o pacchiani?
Mentre tornavo a casa sentivo l’animo rallegrato per la bella serata trascorsa e la condivisione di tante emozioni con persone affini.
Per non parlare delle promesse scambiate.
Difatti, fino a poco tempo fa, prima dell’inizio della proiezione, venivano trasmessi i trailer dei film in calendario, al posto delle pubblicità commerciali.
Questi abili montaggi, visti seduta al buio e con i sensi all’erta, facevano tutta un’altra impressione rispetto a quando li sbircio distratta in TV mentre preparo la cena.
In sala era facile che l’amica mi sfiorasse il braccio e dicesse: – Questo film deve essere fenomenale, si viene a vedere, vero? –
E puntualmente ci ritrovavamo lì qualche settimana dopo.
Adesso finisce che usciamo solo io e mio marito e, a seconda di che pellicola si tratta, ci troviamo a valutare se convenga spendere diversi euro a testa o meno, per un film che magari apparirà in TV dopo pochi mesi.
Certo gli effetti sonori e visivi del grande schermo sono impossibili da riprodurre a casa.
Non sei lì solo con gli occhi, ma anche con tutti gli altri sensi. Esatto, anche con il gusto, perché il sapore che hanno patatine e popcorn sgranocchiati al cinema non l’ho mai trovato da nessun’altra parte.
C’è infine un’ultima considerazione da fare: adocchiato un film interessante spesso non ho il tempo di fare mente locale e conciliare gli impegni con le giornate di programmazione, che è già sparito, soppiantato da altri titoli, spesso mediocri, dal contenuto inesistente, ma zeppi di effetti che poi tanto speciali non mi sembrano più, visto che sono abituata ormai a vedere tutto e il contrario di tutto.
Ecco, questo mi secca parecchio, anche perché si tratta proprio di quei film che affrontano temi importanti, interpretati da bravi attori, che potrebbero essere inseriti tra i “bellissimi” di Rete4, tanto per intenderci, e che invece adesso non riescono a riempire la sala neppure il primo giorno di uscita, al contrario dei supereroi che restano sui cartelloni per settimane.
Peccato davvero, visto che poi è difficile trovarli anche in TV pur a distanza di parecchio tempo.

Laura Gronchi

Rispondi