WEN – CONIUGI – Nozze di marmo di Carrara – Luigi De Rosa

Ottant’anni di matrimonio.
Nessuna coppia era stata sposata per così tanto tempo nella storia dell’umanità. In un mondo dove i matrimoni sono sempre di meno e i divorzi più numerosi, il matrimonio tra i centenari Annalisa e Giancarlo, classe 1919 lei e 1917 lui, fu un evento talmente straordinario da dover essere scolpito nella storia.
Si erano sposati molto giovani, nel 1936, e il loro amore riuscì a sopravvivere alla guerra che da lì a pochi anni sarebbe scoppiata distruggendo le loro famiglie, spingendoli a crearne una tutta loro sulle macerie che il conflitto aveva lasciato a Carrara, dove entrambi erano nati e che avevano aiutato entrambi a liberare come partigiani.
E quale miglior città al mondo per festeggiare le nozze di marmo?
Il sindaco, desideroso di far sapere la storia al mondo, commissionò ad uno scultore una statua che rappresentasse i due vecchietti mano nella mano che sarebbe stata inaugurata il giorno dell’anniversario, il 2 novembre, occasionalmente non il Giorno dei Morti ma festa cittadina per onorare i due apparentemente immortali sposi.
Anastasia, la ragazza ucraina che lavorava per la coppia come badante da ormai vent’anni (tanto che nel frattempo non poteva più definirsi “ragazza”) stava preparando il pranzo quando bussarono alla porta.
<Salve, sono Antonio Silvani, lo scultore. Dovrei incontrare i signori Giancarlo e Annalisa Santi>
<In soggiorno. Venga>
I due vecchietti stavano facendo quello che ormai era diventata la loro routine negli ultimi trent’anni: guardare la televisione. Prima la guardavano in bianco e nero, poi a colori, ed infine in HD. Non che a loro importasse molto, perché mentre la televisione progrediva, la loro vista peggiorava.
<Gianni, Nisa,> li chiamò la badante usando i nomignoli. <c’è qui lo scultore per la vostra statua>
Giancarlo e Annalisa se ne stavano sul loro divano a guardare “Forum”. Antonio non potè non rimanere commosso da quel piccolo ma romantico scenario casalingo: i due anziani erano infatti accocolati insieme, con Annalisa che teneva la testa appoggiata sulla spalla del marito Giancarlo che la cingeva con un braccio. Anche lui aveva la testa appoggiata a quella di lei, come se entrambi si fossero addormentati.
<Nisa? Gianni?> ripetè Anastasia toccando leggermente il ginocchio di Giancarlo. Ma nessuno dei due si mosse.
<Nisa? Gianni?> ripetè ancora una volta questa volta con tono più forte e preoccupato e scuotendo più forte la gamba dell’uomo.
Ma ancora una volta nessuno dei due si mosse.
Anastasia portò la mano alla bocca e guardò con occhi pieni di paura lo scultore Antonio, il quale lesse il timore negli occhi della donna e si avvicinò ai due anziani. Entrambi non avevano polso. Si erano addormentati e non si sarebbero più svegliati.
Antonio si voltò verso Anastasia e scosse la testa, e a quel punto la badante scoppiò a piangere. Lo scultore invece reagì in modo diverso. Tornando accanto alla signora ucraina, prese la macchina fotografica e scattò una foto alla coppia.
<Ma che cosa fa?> chiese allarmata Anastasia.
<Immortalo questo momento per la scultura> disse Antonio a bassa voce, come se i due anziani stessero davvero dormendo e avesse paura di svegliarli.
<Scultura? Ma sono morti. Non ci sarà più alcun anniversario!>
<Io credo proprio di sì invece. Due ultracentenari che se ne sono andati insieme nel sonno dopo quasi ottantacinque anni di matrimonio. Il Sindaco vorrà celebrarli lo stesso. Non meritano niente di meno, ed è giusto raccontare la loro storia. Ora chiami l’ambulanza>
Anastasia si precipitò al telefono e chiamò, per quanto potessero servire, i soccorsi.


Quando il 2 novembre arrivò, alla fine fu comunque il Giorno della Commemorazione dei Fedeli Defunti, ma in quel determinato anno non ci fu soltanto il Ben D’I Morti, ma anche, com’era da programma, l’inaugurazione della statua dedicata a Giancarlo e Annalisa.
Sebbene i due non fossero arrivati alle Nozze di Marmo, come aveva detto lo scultore Antonio la loro storia era troppo bella per non essere celebrata, perché la morte aveva solo coronato, e non interrotto, la loro vita insieme. Quando il Sindaco tolse il telo, gli abitanti videro i due coniugi abbracciati sul divano come quando si erano congedati da questo mondo. In fondo alla statua c’era un piccolo epitaffio:

In onore di Giancarlo e Annalisa Santi per le loro nozze di marmo (1936-2021) da parte della città di Carrara. Possa il bene più prezioso di questo luogo scolpire nella memoria di tutti il matrimonio più lungo che ci sia mai stato nella storia

Una risposta a “WEN – CONIUGI – Nozze di marmo di Carrara – Luigi De Rosa”

  1. Avatar MILENA BELTRANDI
    MILENA BELTRANDI

    Storia vera?
    Il racconto è molto dolce e delicato, una meraviglia pensare che sia veramente esistita una coppia così longeva.

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