WEN – DANZA – Proposta di matrimonio – Milena Beltrandi

Edgard Degas – La classe di danza

Aveva sudato tanto, Antoine. Aveva lavorato sodo chinando la testa quando era necessario, soprattutto davanti a personaggi illustri e faccendieri che gli avrebbero permesso di ottenere ciò che desiderava di più: aprire un atelier di danza a Parigi, il sogno di ogni ballerino.

La sua speranza era riposta in quelle giovanette di buona famiglia che non erano portate per la danza, ma avevano bisogno di acquisire quella dolcezza e quelle movenze armoniose che le avrebbero rese “appetibili” dai gentiluomini celibi. Allora l’etichetta sociale richiedeva alle ragazze per bene un comportamento elegante in ogni occasione. Solo così potevano sperare di essere chieste in moglie dai ceti più alti. Vi erano in effetti molte scuole di comportamento per le giovani fanciulle, ma il loro costo era elevato e un corso di danza avrebbe aggraziato, in egual misura, il portamento e l’armonia dei movimenti a un costo inferiore.

Aveva puntato sulla carta giusta, l’ex ballerino, la sua scuola era sempre piena di bambine e giovani di ogni età in cerca di un miglioramento dell’atteggiamento. L’ex ballerino sapeva imporre i primi rudimenti della danza e seguiva le allieve come se dovesse inviarle all’Opera di Parigi, ma vedeva nel loro futuro tutt’altra attività.

Si era fatto un nome come maestro di danza e poteva far affidamento sulle buone famiglie della zona per continuare la sua attività d’insegnante. Avrebbe, in effetti, preferito tirar su una ballerina talentuosa, insegnandole l’arte della danza classica, ma veri talenti non ne aveva mai scoperti, non aveva mai avuto tra le mani fanciulle veramente votate al sacrificio e alla fatica fisica che la danza richiedeva.

Nonostante questo, però, la sua scuola funzionava e, d’altra parte, se mirava all’élite della società doveva mostrare di appartenere a un certo ceto sociale. Nessun uomo d’affari avrebbe consegnato la propria figlia nelle mani di un maestro che vivesse nei bassifondi.

Aveva i capelli bianchi, le ossa malandate e i muscoli stanchi. Alzarsi la mattina, soprattutto in inverno, gli causava dolori sopportabili solo grazie alla sua testardaggine. Si ripeteva ogni inizio corso che quello sarebbe stato l’ultimo anno di insegnamento, che si sarebbe ritirato concedendosi un po’ di calore in riva al mare, verso Marsiglia, sulla Costa Azzurra dove il clima è più mite e il calore estivo asciuga le ossa.

Quella mattina entrò in sala prove che le ballerine erano tutte presenti: qualcuna si attardava ancora a provare un passo di danza più complicato, altre erano alla sbarra a perfezionare i saltelli, altre ancora, le più esperte, scioglievano i muscoli delle caviglie facendo roteare i piedi come lui aveva insegnato loro.

Al suo ingresso le ragazze, una ventina in tutto, si disposero in fila ordinata in attesa dell’inizio della musica, ma senza concentrazione.

Che strano! Si disse il vecchio insegnante! Quel giorno c’era qualcosa che creava confusione e non riusciva a capirne il motivo. Le allieve erano allineate, le osservò con attenzione: i tutù bianchi ornati da fiocchi colorati erano regolari, nei colori ammessi dalla scuola, ovvero rosso, giallo, verde e azzurro, ma l’atmosfera non era quella di sempre.

L’entrata improvvisa di un cagnolino gli fece ricordare il motivo di tanta eccitazione: oggi sarebbe venuto il fidanzato di Mademoiselle Yvette a chiederla in moglie.

Anne Marie si stava grattando la schiena quando la confusione arrivò al culmine. Il maestro dovette battere più di un colpo con la bacchetta sul pavimento di legno per riportare la calma e il silenzio. Il giovane fidanzato fece il suo ingresso: si inchinò prima al maestro, poi alla prescelta ed ella rispose con un inchino e con il gesto leggero.

Il futuro sposo la fece roteare per ammirarne la silhouette e si inginocchiò davanti a lei sorridente. Yvette cercò di trattenere l’emozione costringendosi a un sorriso contenuto, come conveniva alle ragazze per bene e, dopo l’autorizzazione del maestro, si allontanarono insieme.

Milena Beltrandi

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