Mezz’ora in tangenziale, procedendo a passo d’uomo.
Dopodiché il tempo di una doccia veloce e di infilarsi l’abito, un filo di trucco , il soprabito e di nuovo in macchina direzione centro dove, prima avrebbe recuperato suo marito all’uscita dell’ufficio e poi si sarebbe diretta verso il ristorante.
Miracolati, riuscirono a trovare parcheggio poco distante.
Appena entrati nel locale gli venne incontro il cameriere che li salutò amichevolmente e li accompagnò al solito tavolo.
Niente menù e nessuna domanda; il ragazzo si diresse verso la cucina e poco dopo se ne uscì con un piatto di gnocchi al pomodoro per lei e risotto allo zafferano per lui.
Erano quattordici anni che lei e Luca erano sposati e da altrettanto tempo ogni Venerdì cenavano in quello stesso ristorante, sempre allo stesso tavolo; si trattenevano per un paio di ore, poi lei lo riaccompagnava sotto all’ufficio, dove lui aveva parcheggiato la mattina e se ne tornavano a casa, ogniuno con la propria auto
Come ogni Venerdì lei raccontò la sua giornata, mentre Luca ascoltava interessato; poi toccò a lui.
Lei per un po’ cercò di seguirlo, ma poi la sua attenzione cominciò a fare le bizze e mentre continuava a guardarlo, annuendo per dare una minima parvenza di interesse per l’argomento trattato, il suo pensiero era già proiettato alla mattina successiva.
Il Sabato mattina per Luca era sempre stato riservato al calcetto con gli amici; lei invece lo aveva sempre dedicato alla pulizia a fondo della casa.
Poi un anno fa un’amica le aveva presentato Giulia che subito, senza nemmeno approfondire la conoscenza, le aveva raccontato quello che facevano lei e suo marito nei ritagli di tempo.
” Vieni da noi il prossimo Sabato mattina” le aveva detto “vedrai che una volta provato non potrai più farne a meno!”
E così era stato.
Adesso era lì che fingeva di ascoltare Luca che continuava a parlare, ma con la mente era altrove.
Non riusciva a non pensare che fra qualche ora si sarebbe recata da Giulia e Nico e già pregustava il piacere di quell’incontro; sapeva che ne sarebbe uscita rigenerata sia nel corpo che nello spirito.
Tornarono a casa senza che lei avesse capito niente di ciò che Luca aveva raccontato.
Dopo una notte agitata, in preda alla frenesia, finalmente fu mattina.
Si preparò ed uscì a ruota subito dopo suo marito.
Dieci minuti ed eccola a destinazione.
Suonò il campanello e di fronte le si palesò Nico con quel suo irresistibile sorriso.
La fece accomodare e le preparò un caffè.
“Giulia arriva subito; è un attimo dietro ai bimbi.
Deve trovare qualcosa per tenerli impegnati”.
Già i bimbi; il Sabato non avevano scuola.
Il pensiero la infastidì.
Certe volte i loro schiamazzi la distraevano; non le permettevano di concentrarsi e di godere appieno della situazione.
Giulia sembrava non arrivare e Nico propose di iniziare senza di lei; li avrebbe raggiunti più tardi.
Era capitato altre volte che avessero iniziato in due per poi proseguire in tre.
Così si accomodarono nella stanza accanto.
Lei si spogliò e si stese.
Un’attimo e le mani di Nico erano già lì che ispezionavano ogni centimetro del suo corpo.
Lei cominciava a lasciarsi andare.
Dopo qualche istante li raggiunse Giulia.
Le sue mani si unirono a quelle di Nico nel coccolarle la pelle.
Sentiva i loro respiri lì, pochi centimetri sopra di sé.
L’atmosfera era perfetta; gradevoli aromi profumavano l’aria, la luce soffusa, i bimbi che giocavano stranamente in silenzio nell’altra stanza.
La sua concentrazione era al massimo; a questo punto niente e nessuno sarebbe riuscito a distrarla.
Chiuse gli occhi e trattenendo il respiro, raggiunse l’apice del piacere.
Qualche minuto per ricomporsi tutti, dopodiché Giulia li lasciò in fretta per tornare dai bimbi.
Lei rimase ancora un po’ in compagnia di Nico, poi lui la accompagnò alla porta e l’aiutò a infilarsi il soprabito.
Nel salutare si dettero appuntamento al Sabato successivo; lei già non vedeva l’ora.
Nel percorso verso casa, in quei dieci minuti, pensò a suo marito e a come il loro matrimonio fosse così perfetto ancora dopo molti anni.
Ne convenne con soddisfazione che tra loro le cose andavano bene anche grazie a quelle piccole libertà personali del Sabato mattina; il calcetto per lui, il massaggio a quattro mani per lei.

di Silvia Taccagni

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