WEN – GUERRA – Dalle lettere perdute di Isao Isaki – Francesco Guglielmino

“Cari genitori, non so se questa lettera vi arriverà mai, la nostra compagnia è stata decimata dalla superiorità di mezzi sia aerei che terrestri degli americani.  Essendo uno dei pochi fortunati ad aver viaggiato prima della guerra, mi domando se tutto ciò che facciamo sia giusto.  Che senso ha immolarsi di fronte al nemico se la nostra sconfitta è certa?  È forse onorevole la morte come prescrive il bushido o è da vigliacci non sapere affrontare la sconfitta e la rinascita?”.

Questa lettera non fu mai spedita in quanto il plotone di Isao Isaki venne annientato in una inutile carica banzai: una disperata tattica dettata più dalla paura della sconfitta e dalla cieca visione di una classe militare legata a valori militaristi e di supposta supremazia razziale del Giappone.  I pochi sopravvissuti della guarnigione Giapponese si arresero: è grazie ad uno di loro che siamo venuti a conoscenza delle lettere di Isao Isaki.

Isao Isaki rappresenta  tutti quei soldati giapponesi che nella Seconda Guerra  Mondiale misero in discussione la propaganda di un governo militare che li aveva ingannati, manipolati fino a renderli schiavi di un modus operandi militare che conosceva solo la guerra e la vittoria: dove arrendersi significava disonorare la nazione.

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