WEN – INQUINAMENTO E SALUTE – C’era una volta – Serena Taccagni

Furono i bambini i primi a vederle mentre giocavano a pallone nello spiazzo polveroso davanti a scuola. Erano come tante farfalle bianche che cadevano leggere sulle loro teste, sulle spalle, sulla terra. Provarono a prenderle, ma appena in mano, evaporavano come un sogno al risveglio. I bambini erano lo stesso felici. Quella cascata bianca aveva messo loro addosso euforia. Le maestre uscirono con la testa all’insù. Non riuscivano a capacitarsi di quella bizzarra novità, ma il fenomeno cessò dopo pochi minuti, lasciando tutti nell’amarezza. Quella cosa bellissima era terminata senza sapere cosa fosse e se sarebbe tornata.

Successe tre giorni dopo. Stessa ora, stesso luogo. I bambini saltellavano come grilli e le maestre ballavano insieme. Questa volta durò più a lungo e anche qualche passante si deliziò con quell’evento surreale. Tutti si guardavano increduli e vedevano la città attraverso quella fitta coltre di fiocchi bianchi, simili  a cotone, ma eterei. Che nome dare a quel fenomeno? Per il momento nessuno se ne preoccupò. Non poteva essere una cosa nociva, era talmente poetica da poter essere solo qualcosa di bello, almeno era quello che speravano tutti. Dopo gli ingenti danni che gli esseri umani avevano causato a questo desolato pianeta , dopo la scomparsa delle piogge, degli insetti, di molte specie animali, dell’erba  e di tutto ciò che in quel triste 2077 riuscivano a ricordarsi, forse era arrivato il momento di qualcosa di sereno e felice.

In quel momento di immensa gioia, la nonna del piccolo Giacomo arrivò al cancello della scuola e rimase incantata a guardare il cielo

“La neve” esclamò. Tutti la guardarono senza capire. Lei si commosse e iniziò a piangere.

 “Venite” disse. Prese i bambini per mano e li fece sedere in cerchio. Iniziò a raccontare che quella leggera pioggia bianca le ricordava la neve, e si mise a spiegare a tutti quei piccoli  occhi curiosi cosa fosse e quando avesse cessato di esistere. Lei vedendola, sperava che finalmente fosse ricominciata e che tutto potesse tornare come era prima, in quel lontano 2022, quando lei era giovane e spensierata, e il mondo un posto sano e florido. Alzò la testa al cielo e i bimbi all’unisono guardarono in alto, e qualcuno notò che, nascosto sopra il grande terrazzo della scuola, c’era Antonio, il vecchio postino in pensione. Era alle prese con una sorta di grande cannone, dal quale fuoriusciva quella sorpresa bianca.

La nonna di Giacomo lo invitò a scendere e lui si preoccupò subito di scusarsi per tutto quel trambusto. I bambini lo accolsero con abbracci pieni di gioia e lui spiegò che era stato suo desiderio mostrare loro alcune delle cose che c’erano quando lui era giovane, molti anni prima, prima che l’inquinamento distruggesse tutto il bello della terra, e voleva fargli conoscere quelle cose che loro non avevano mai conosciuto e che lui aveva amato tanto, come la neve per esempio, della quale sentiva molta nostalgia.

di Serena Taccagni

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