«Grazie Dottore, di essere venuto subito. Venga, la porto dalla bambina.» la donna accompagnò il medico verso la camera della figlia. «Sono così preoccupata. Sono stata davvero stupida a distrarmi così. Eravamo ai giardinetti. Stavo seduta sulla panchina con un’amica. Per poco non l’ho guardata e quando l’ho vista lì, in piedi sullo scivolo con quel suo bel sorriso in faccia, mi sono sentita sbiancare. Sono rimasta un paio di secondi come inebetita poi sono corsa verso di lei che già scivolava giù. “Dove hai messo la tua maschera” le ho subito gridato. Lei è parsa confusa e abbiamo impiegato un po’ a ritrovarla e indossarla di nuovo. L’ho sgridata. Sa bene che non si deve mai e poi mai togliere la maschera all’esterno…»

«Purtroppo, signora, i bambini sono così, impulsivi, ed è difficile controllarli. Sua figlia ha chiaramente un’intossicazione da inquinamento: tosse, occhi rossi, gola arrossata e anche dei piccoli sfoghi cutanei. Ha bisogno di un periodo di aria pura. Non questa rigenerata del vostro appartamento. Dovrebbe passare almeno un week-end in una sinto-foresta. Vedrà che le passerà tutto in fretta. Intanto le faccia prendere queste.» le consegnò la ricetta.
«Una sinto-foresta? Un week-end in una sinto-foresta? La mutua non passa il biglietto, vero? È molto caro entrarci.»
«Mi dispiace, purtroppo no. Potrebbe però portarla in un bosco, magari su Monte Morello. Non sarebbe la stessa cosa. Dovreste restarci molto più a lungo per avere gli stessi effetti benefici. I boschi normali non riescono mai ad assorbire tutto l’inquinamento. Solo i filtro-alberi nelle cupole delle sinto-foreste riescano a creare l’aria che ci vuole contro le intossicazioni.»
«Dai mamma!» intervenne la bambina. «Mi piacerebbe vedere una sinto-foresta. Paola c’è stata. Dice che è pieno api-droidi che impollinano i fiori, gli alberi sono stupendi, con quelle foglie immense e ci sono fiori di tutti i colori ovunque. E farfalle OGM bellissime. C’è persino una fonte da cui si può bere l’acqua senza filtrarla.»
La madre sorrise. La sinto-foresta di Barberino non era poi così lontana. Potevano anche permettersi un week-end in quell’oasi artificiale. Quanto tempo era che non respirava aria pura? Quasi non lo ricordava più. Magari non avrebbero dormito dentro l’oasi. L’hotel aveva dei prezzi folli. Potevano andare e tornare a Firenze in giornata per un paio di volte.
Per sua figlia avrebbe fatto questo e altro.
di Carlo Menzinger di Preussenthal – www.menzinger.it

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