
Janusz Korczak fu un medico, un poeta ed un educatore polacco, che nel Ghetto di Varsavia creò un orfanotrofio per bambini che avevano perso i genitori durante la Shoah.
Lui amava i bambini e loro adoravano lui, lo chiamavano Pan Doctor.
Secondo Janusz bisognerebbe che gli adulti si elevassero all’altezza dei sentimenti dei bambini, e si allungassero in punta di piedi verso la loro sensibilità, per non ferirli e per creare una connessione empatica con loro.
I bambini hanno diritto al rispetto e di essere presi sul serio.
Korczack passò momenti dolcissimi e terribili con gli orfani, fino alla selezione verso il lager. Lui avrebbe potuto salvarsi invece li seguì fino all’inferno di Treblinka, voleva troppo bene ai suoi ragazzi.
Giorni fa ho ricevuto un bel disegno in regalo da Gabriele, un bambino di sei anni che ha pensato di creare un’opera con le sue mani per contraccambiare i pensierini che ha ricevuto da me in varie occasioni. I bambini hanno pensieri semplici e deliziosi, immaginano il foglio bianco come una finestra spalancata e danno sfogo alla loro creatività.
Siamo arrivati all’intelligenza di ogni tipo, anche artistica, io preferisco di gran lunga il foglio da riempire con le matite o con le tempere.
Quando non esistevano pc, i cellulari e la tecnologia moderna, l’arte era più spontanea, era viva, adesso trovo un sapore di falso ovunque, solo i bambini riescono ancora a mantenere quella serena “maraviglia” tanto amata da Giovanni Pascoli.
Ilaria Borsieri

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